La chiesa parrocchiale di Carnello non è riuscita a contenere tutte le persone che ieri mattina si sono strette attorno alla famiglia del cacciatore Vincenzo Cerrone, ucciso domenica scorsa nelle campagne di Arpino da un colpo di fucile sparato accidentalmente da un suo caro amico. La morte del sessantaduenne, che lascia la moglie Patrizia e la figlia Genny, ha gettato due comunità nello sconforto: quella di Arpino, dove l'uomo viveva, e quella di Sora, dove Cerrone lavorava e dove abita l'amico di quarantadue anni che ha sparato il colpo fatale.
Presenti alla cerimonia funebre, celebrata da don Antonio Valente e curata dalla ditta "Tiziana Caira", anche i due amici dello sfortunato dipendente delle "Fiere di Sora" che erano insieme a lui in quella tragica mattina di domenica in località Morrone. Per l'amministrazione comunale di Arpino, in rappresentanza del sindaco Renato Rea assente per impegni lavorativi ma vicino alla famiglia Cerrone, era presente Valentina Polsinelli, anche lei visibilmente scossa per quanto accaduto. «Lo ricorderemo sempre hanno detto gli amici che condividevano con il sessantaduenne la passione per la caccia Un grande lavoratore,un uomo onesto,leale, che non meritava una fine così. Conosciamo e stimiamo chi ha sparato il colpo. Anche lui è una brava persona, non si meritava di dover sopportare un peso così grande». Una tragedia nella tragedia che ha colpito due famiglie e due comunità.