Una guerra all'ultima maglia. I raid ai contenitori degli abiti usati continuano senza sosta. Quello che prima eraa un fenomeno relegato alle ore notturne e "nascosto", adesso è diventato palese. I profughi arrivano a tutte le ore e senza il minimo scrupolo si danno da fare alla ricerca di indumenti. Arrivano da soli o in coppia, con la bicicletta, si infilano come possono nel meccanismo utilizzato per depositare le buste e tirano fuori quello che riescono ad acchiappare.
Un'operazione anche particolarmente pericolosa, perchè il cassetto utilizzato per far scivolare nel carrellato i sacchetti con gli abiti potrebbe spostarsi e ferire i ragazzi che si infilano.
Fino all'estate scorsa questi episodi si verificavano in particolare durante la notte, lontano da sguardi indiscreti. Ma da mesi ormai i ragazzi arrivano a qualsiasi ora, in pieno giorno e trafugano tutto quello che riescono a portare via. Ai numerosi ragazzi adesso si sono aggiunte anche le donne. I carrellati sono stati eliminati in alcune zone della città martire ma nei luoghi in cui sono rimasti i furti sono quotidiani. I residenti sono divisi in due fazioni.
Quelli che guardano con preoccupazione e che vorrebbero offrire maggiore aiuto a queste persone, forse spinte dal bisogno, e quelli invece che sono ormai esausti di trovare tutti gli abiti gettati intorno ai cassonetti e che non approvano questi atteggiamenti ritenendoli fuori luogo. La questione fondamentale però resta sempre una: perchè questi ragazzi hanno un bisogno così forte di indumenti? Molti di loro sono ospitati in case gestite da cooperative.
«Come mai nessuno li controlla? - si domanda una residente di viale Europa - Se ne vanno con le biciclette cariche di indumenti. Da uomo, da donna, borse, coperte. A cosa servono? E se non li utilizzano loro, dove vanno a finire? C'è qualcosa che non quadra e quello che è peggio è che tutti vedono cosa accade e fanno finta di niente». Un fenomeno che sta sollevando numerosi dubbi e polemiche e che aumenta giorno dopo giorno. Forse dietro a questi continui raid c'è qualcosa di diverso dall'esigenza di abiti.