Il cadavere accanto al guard-rail. Una giovane vita spezzata. Sull'asfalto. Su quella strada dove, un giorno sì e l'altro pure, aspettava i clienti. Arrivata da lontano, con la speranza di un'esistenza migliore, ma costretta a vivere il dramma della prostituzione.
Non ha un nome, non aveva documenti con sé. Era una ragazza africana. E ieri sera è morta sull'asse attrezzato, poco distante dalla discarica di via Le Lame, investita da una Volkswagen Passat guidata da un quarantenne del nord della provincia. L'uomo si è subito fermato a prestare soccorso ma per lei non c'è stato nulla da fare. È morta sul colpo. Sul posto il medico legale, la polizia e i vigili del fuoco.

La ricostruzione

L'investimento si è verificato intorno alle 19.30 in un tratto completamente buio. Forse la ragazza si è sporta troppo lungo la strada per cercare di fermare i possibili clienti e la scarsa illuminazione non ha aiutato il conducente della vettura che l'ha presa in pieno. Il corpo è sbalzato per diversi metri. La giovane indossava anche una parrucca, rimasta sulla carreggiata distante diversi metri dal corpo. Sotto choc, il conducente si è subito fermato e ha contattato i soccorsi. Ma per la prostituta non c'è stato nulla da fare. Sono intervenuti anche i carabinieri per i rilievi di rito e per stabilire l'esatta dinamica dell'incidente.
Il traffico sul tratto di strada dove è avvenuto l'incidente, in direzione Frosinone, ha subìto rallentamenti per circa due ore. Una parte di carreggiata è stata chiusa per consentire i rilievi.

Lo sconcerto
Quanto accaduto ha attirato l'attenzione di diversi automobilisti che si sono fermati nel parcheggio poco distante per capire cosa fosse accaduto. I lampeggianti di polizia e vigili del fuoco hanno fatto subito temere il peggio. Alla vista della Volkswagen Passat e del corpo a terra ricoperto da un telo, hanno sollevato il problema della presenza delle prostitute sull'asse attrezzato, tra l'altro in zone al buio. Saranno i rilievi della polizia stradale di Frosinone a fare chiarezza sull'accaduto. L'investitore, difeso dall'avvocato Vincenzo Galassi, come da prassi in questi casi, rischia di essere accusato di omicidio stradale.