Condannato a due anni e quattro mesi con la condizionale, l'altro connazionale è stato assolto. Hanno scelto il rito abbreviato i due egiziani accusati di violenza sessuale ai danni di una trentunenne lombarda, originaria del Sud Italia. Entrambi giovanissimi: 18 e 19 anni, senza fissa dimora. Quest'ultimo è stato condannato e ora attraverso il suo avvocato farà appello. 
La ricostruzione
I fatti lo scorso mese di agosto, negli ex uffici Cotral, vicino alla stazione ferroviaria, nella parte bassa del capoluogo. La denuncia alle forze dell'ordine era arrivata proprio dalla donna che, in evidente stato di agitazione, si era presentata negli uffici della stazione dei carabinieri allo Scalo sostenendo di essere stata violentata da due uomini. Immediatamente sono scattati tutti gli accertamenti del caso e la trentunenne, arrivata a Frosinone pochi giorni prima in cerca di lavoro, è stata accompagnata al pronto soccorso del capoluogo. Partono così le indagini per ottenere riscontri alle dichiarazioni accusatorie. I carabinieri del Norm della compagnia di Frosinone e i colleghi dello Scalo, guidati dal maggiore Matteo Branchinelli e dal luogotenente Angelo Pizzotti, cercano di delineare i contorni della violenza. Stando al racconto, la vittima era arrivata nel capoluogo per trovare occupazione grazie a una conoscenza sui social network. Da tre giorni si era rifugiata nei locali un tempo utilizzati come uffici dalla Cotral. E proprio nella zona dello Scalo, in cerca di un impiego come badante, ha conosciuto un ragazzo egiziano. Iniziano a parlare e lei si confida raccontandole le sue difficoltà economiche. E l'egiziano, sempre stando al racconto, le propone di aiutarla.
È lui stesso a convincerla a seguirla nel retro dei locali di piazza Kambo. È lì in una stanza si sarebbe consumata la violenza da parte dei due africani. Quest'ultimi hanno sempre negato, sostenendo che la donna fosse consenziente. Il gup di Frosinone ha assolto il diciottenne con cui ci sarebbe stato il rapporto consenziente, avvenuto dopo la violenza da parte del primo, appunto il diciannovenne. Per quest'ultimo, difeso dall'avvocato Gian Pio Papa, la condanna a due anni e due mesi. Per il diciottenne, difeso dall'avvocato Pina Micheli, l'assoluzione. Dopo la notizia del grave episodio avvenuto nei locali ex Cotral, abbandonati da tempo, era intervenuto anche il sindaco Nicola Ottaviani. «L'episodio del presunto stupro avvenuto all'interno dell'immobile ex Cotral–aveva dichiarato il primo cittadino all'epoca –testimonia, ancora una volta come, spesso, lo Stato centrale abbandoni completamente i propri immobili,non solo non mettendoli a rendita ma, addirittura, creando anche pericolo per la collettività». L'amministrazione comunale da tempo si è battuta per cercare di ottenerne il possesso, per inserirlo all'interno del progetto di riqualificazione dell'area dello Scalo. E finalmente, il Comune ha ottenuto un finanziamento di 18 milioni nell'ambito del quale una parte cospicua servirà proprio a riqualificare il quartiere Scalo e parte degli immobili pubblici che in esso vi si trovano.