Tutti in attesa che cali il sipario su una delle pagine di cronaca nera più brutte degli ultimi venti anni. Tutta Italia da quasi diciassette anni è con il fiato sospeso e quell'unica domanda: Cosa è successo davvero a Serena? Cosa potrebbe aver causato la morte di una giovane studentessa di un piccolo e tranquillo paese di provincia? Gli avvocati restano in attesa, così come i familiari, di quanto potrebbe accadere a giorni. Dopo anni di indagini, diverse piste seguite e colpi di scena che hanno fatto crollare diverse volte l'impianto investigativo, siamo all'epilogo. L'avvocato Rotondi, legale del carabiniere Francesco Suprano, è il tempo del silenzio in attesa di venire a conoscenza degli aspetti tecnici affidati agli esperti.
Francesco Germani, avvocato dell'ex maresciallo dei carabinieri, Franco Mottola, la moglie e il figlio Marco, ha ricevuto la notifica degli accertamenti in corso, così come l'avvocato Francesco Candido, rappresentante di Vincenzo Quatrale.
Il maresciallo è il quarto indagato per la morte di Serena Mollicone.
Il sottufficiale, all'epoca dei fatti in servizio, come vice comandante presso la stazione di Arce, è stato iscritto nel registro dei reati con l'accusa di ‘concorso in omicidio volontario all'inizio del dicembre 2017. Le impronte raccolte saranno comparate con quelle in possesso degli inquirenti. Sono tutti con il fiato sospeso e il 17 marzo è vicinissimo, dopo 17 anni cosa sono 47 giorni. Il pensiero va a papà Guglielmo, l'uomo che più di tutti ha combattuto fino allo stremo per fare luce sulla morte della sua bambina. Una figlia che gli è stata strappata all'improvviso, con una violenza brutale e inspiegabile. Guglielmo non ha potuto neanche riconoscere il corpo della sua bimba, in quel maledetto bosco dell'Anitrella è arrivato quando già c'erano tane persone e militari.
È stata unasquadra della Protezione civile a trovare il 3 giugno 2001 Serena, senza vita, ferita e con un sacchetto di plastica sulla testa. Un dolore profondo, che non si placherà mai. Quando pochi giorni prima di Natale la salma di Serena è tornata ad Arce, dopo diversi mesi passati nell'istituto di Medicina Legale di Milano, ad accoglierla il padre, la sorella e centinaia di persone, anche gli amici ormai adulti. Il padre caustico in quell'occasione disse: «Tornerò a fare la comunione in chiesa solo quando saprò la verità». Presto il desiderio di Guglielmo sarà esaudito e questa Pasqua, si spera, l'uomo prenderà parte alla mensa del Signore. 

Solo pochi giorni fa è arrivata comunicazione ai legali impegnati sul caso di un ulteriore passo nella soluzione dell'omicidio di Serena Mollicone che diciassette anni fa ha scosso l'intero territorio e che continua a fare scalpore. Su circa dieci persone, familiari degli indagati, sono stati effettuati dei campionamenti sulle impronte digitali per cercare di trovare eventuali persone che possano avere eventuali responsabilità o che abbiano lasciato tracce sul nastro adesivo utilizzato sulla studentessa. Ma non si escludono ulteriori esami su altre persone. Il caso sembra essere finalmente arrivato a una svolta e Guglielmo, padre della diciottenne che è stata uccisa nel giugno del 2001, potrà dare un volto e un nome all'autore e o agli autori di tanta nefandezza. Grazie a questi campionamenti, che sono stati eseguiti in questi giorni, si ricostruirà un quadro sulle persone che a vario titolo possono essere entrate in contatto con quel nastro adesivo. Dai risultati potrebbe anche non uscire un dato significativo,ma in questa fase è bene approfondire ogni aspetto. La comparazione offrirà risposte adeguate e inconfutabili. Solo due settimane per ulteriori analisi e tamponi su nastro adesivo e abiti della studentessa.
L'incontro tra i consulenti delle difese degli indagati per la morte di Serena Mollicone (l'ex comandante Mottola, sua moglie e suo figlio; i sottufficiali Suprano e Quatrale) e il Ris di Roma, è un importante punto di partenza che sancisce una verità granitica: ogni pista resta aperta. A parlare sono le prove raccolte in base specifici criteri scientifici. Fondamentale il confronto sui risultati richiesti dalla procura, relativi ai nuovi esami sui tamponi eseguiti sugli abiti di Serena e sullo scotch utilizzato per legarla.
Quelle microtracce che potrebbero confermare o confutare ipotesi, che potrebbero far crollare le linee tratteggiate dall'anatomopatologa Cattaneo o aprire altre prospettive. Gli inquirenti sono fiduciosi, l'impulso dato dai nuovi accertamenti fa ben sperare. Sotto la lente «tutti gli elementi utili» come indicato dalla procura: tutti vuol dire non escludere neppure la presenza della vernice della porta "incriminata" (quella dell'alloggio della caserma già finita nelle mani degli investigatori) sullo scotch. L'unico vero limite, questa volta, è la data del 17 marzo, termine ultimo della proroga. Scatta il conto alla rovescia e questa volta, finalmente, dopo tanto dolore, la parola fine sembra essere vicina.Serena potrà riposare in pace.
Le date cruciali
Era il1° giugno 2001quando Serena è uscita di casa per andare dal medico. Una giornata come tante nella normale vita di una studentessa diciottenne. Per Serena però quella del primo giugno sarà l'ultima alba. La visita medica finisce alle 9.30 e Serena sale sull'autobus e torna verso Arce. La ragazza non rientra a casa. Sarà ritrovata due giorni dopo, morta, nel bosco dell'Anitrella, con un sacchetto di plastica sulla testa, mani e piedi legati e una ferita vicino all'occhio. Del nastro adesivo le copriva inoltre la bocca, causandole la morte dopo lunga asfissia. La procura di Cassino ha iscritto nel settembre 2002 il primo indagato, il carrozziere Carmine Belli. Nel 2006 il carrozziere venne prosciolto da ogni accusa dalla Cassazione.
Nel 2008 si uccise, nella sua Fiat Marea Week-End, con la pistola d'ordinanza, il carabiniere di Arce Santino Tuzi, che si scoprì in seguito essere una persona informata sui fatti. Nel 2014 hanno dato esito negativo gli esami del Dna su 272 persone. Anche le indagini sulle impronte digitali scoperte sulla scena del delitto hanno avuto esito negativo. Nel 2015 i tre indagati accusati nel 2011 per omicidio volontario e occultamento di cadavere, ovvero il maresciallo Mottola di Arce, sua moglie e suo figlio Marco, hanno chiesto al gip di chiarire la loro posizione. Nel 2016 il gip di Cassino, Angelo Valerio Lanna non ha archiviato il caso e ha chiesto una riesumazione del cadavere, che è stato riesumato il 22 marzo con nuovi esami legali, Serena parte per Milano diretta all'Istituto di medicina legale. Il corpo della studentessa è rientrato ad Arce pochi giorni prima dello scorso Natale.