Paolo Palmisani, uno degli arrestati per l'omicidio di Emanuele Morganti, ieri era in aula a Frosinone. Palmisani ha deciso di partecipare a un'udienza che lo riguardava. Scortato dagli agenti della polizia penitenziaria, l'uomo ha fatto il suo ingresso in aula intorno alle 9.30. La causa, la prima iscritta a ruolo, riguarda un abuso edilizio, reato connesso all'attività di imprenditore edile svolta in passato da Palmisani.
La sua presenza ha destato sicuramente curiosità. In molti, con l'aula ancora gremita, non hanno potuto non commentare la sua presenza, seppur per pochi minuti. Il processo, infatti, davanti al nuovo giudice monocratico Francesca Proietti ha visto l'ammissione delle prove, la richiesta dei testimoni e poi è stato rinviato ad ottobre quando entrerà nel vivo.
I fatti oggetto del procedimento, secondo l'accusa, sono stati commessi a Ferentino tra ottobre 2015 e febbraio 2016. Se in occasione dell'udienza al gup, Palmisani, assistito dall'avvocato Angelo Bucci, aveva scelto di non presenziare, ieri ha deciso di farsi accompagnare in aula. Peraltro il rinvio a giudizio, per una strana coincidenza, era avvenuto lo stesso giorno in cui era stata resa nota la chiusura delle indagini preliminari per l'omicidio di Emanuele Moraganti. Per questo fatto, Palmisani, arrestato al pari degli altri alatresi Franco e Mario Castagnacci e del frusinate Michel Fortuna, dovrà comparire a febbraio in udienza preliminare. E in quel caso rischia di finire davanti alla Corte d'assise.
Oltre a Palmisani, coinvolto nella vicenda quale titolare di una ditta di costruzioni, sotto processo sono il proprietario dell'immobile, un frusinate di 27 anni, e il geometra, anch'egli frusinate, 41 anni, difesi dagli avvocati Paolo Pulciani e Alessio Andrej Caperna. Il proprietario dello stabile aveva ottenuto un permesso a costruire, ma non aveva proceduto a comunicare l'inizio dei lavori, questo perché - sostiene l'accusa - le opere realizzate erano abusive in quanto non era stato demolito un preesistente locale agricolo. Quindi l'opera era andata avanti nonostante i dinieghi, riattivando un vecchio permesso a costruire.