Altri tre pusher beccati in pieno centro. Ancora una volta nel fine settimana. Si tratta di due egiziani di 20 e 21 anni tratti in arresto e di un cassinate di 25 anni denunciato a piede libero.
Volevano piazzare un centinaio di grammi di hashish per il fine settimana, ma gli è andata male. A far scattare le manette ai polsi di due giovani egiziani ci hanno pensato gli uomini del Commissariato di Cassino, agli ordini del vice questore Alessandro Tocco. Un impegno mantenuto ogni giorno, ma particolarmente intenso nel fine settimana. E come ogni volta hanno fatto centro individuando i due cittadini stranieri con 50 grammi di hashish addosso, pronti per essere venduti al dettaglio. Gli altri 50 erano invece nella loro abitazione insieme a un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Per i due è scattato l'arresto, mentre vanno avanti mirati accertamenti. E domani mattina alle 10 è fissata l'udienza di convalida.
L'attività antidroga, che ha potuto contare anche sull'ausilio delle unità cinofile di Nettuno, è andata avanti per tutta la notte concentrandosi sulle zone considerate a rischio: una città a ferro e fuoco. Ancora una volta. Qualche ora dopo l'arresto gli agenti hanno fermato un venticinquenne residente a San Bartolomeo in possesso di altri 10 grammi di hashish nascosti nelle tasche.
Per lui è scattata una denuncia a piede libero. E anche in questo caso si cerca di tracciare le direttrici della spaccio e soprattutto quelle dei clienti. È seguendo gli assuntori che meglio si riesce a capire l'universo parallelo degli spacciatori e i loro interessi, i loro ritmi e la capacità di dribblare i tanti incessanti controlli delle forze dell'ordine. Le perquisizioni effettuate venerdì sera anche con l'ausilio delle unità cinofile hanno riguardato gli androni dei palazzi del centro come delle periferie. Un'azione mirata che lascia davvero poco spazio ai traffici illegali, dimezzati in poco tempo: ben 4 gli arresti eseguiti in meno di una settimana da parte della polizia. Uno dei quali ha portato a mettere le mani su una "attività di famiglia" con l'esecuzione di un'ordinanza del gip Scalera nei confronti di padre e figlia.