Slitta di un giorno la riapertura del tratto Atina Settignano-Casalvieri. La pioggia caduta domenica ha impedito la prosecuzione dei lavori di asfaltatura in esecuzione lungo quel tratto. Inoltre, i tecnici della Provincia di Frosinone stanno cogliendo l'occasione per intervenire anche su quei singoli tratti che si presentano rovinati e che, a un'ispezione più approfondita, sono risultati prossimi a soccombere in caso di forte pioggia.
Dunque il sole di ieri ha permesso di riportare le macchine sulla carreggiata per cercare di completare il lavoro ci ripavimentazione; la speranza è che le belle giornate non si esauriscano in quella di ieri così da poter rispettare i tempi di riapertura, almeno parziale, del tratto di dieci chilometri chiuso ormai da quaranta giorni. Contemporaneamente alla stesa dell'asfalto, si puliscono le cunette laterali; poi sarà il turno della segnaletica orizzontale che, per ovvie ragioni, deve essere posata su un asfalto asciutto. L'intervento che l'amministrazione provinciale sta eseguendo in questi giorni è radicale. D'altronde la sola chiusura delle buche avrebbe avuto il sapore della beffa. Il disastro causato dalla pioggia su quei dieci chilometri ha portato alla luce la gravità di una situazione che da tempo covava sotto pochi centimetri d'asfalto. L'intervento in atto è ripartito da zero: tolto tutto l'asfalto marcio vecchio di anni e sostituito con due passate di quello con caratteristiche più moderne.
Lo stesso intervento sarà attuato quando bisognerà restituire ai veicoli gli altri chilometri di superstrada ancora chiusi, quelli che passano sotto le gallerie di Vicalvi. Anzi qui, visto che si è scavato molto più in profondità (fino a due metri), si è deciso di ripristinare l'asfalto seguendo norme tecniche più avanzate: lo strato di asfalto verrà steso su una base cementata capace così da sopportare notevoli pesi, che la percorrerà e che proteggerà il tubo e i pozzetti che in questi giorni vengono sistemati lungo i seicento metri della galleria San Francesco. Ci si chiederà perché tanta attenzione non fu messa all'epoca della costruzione (1994-96): perché tutti pressavano per fare in fretta la strada. Oggi paghiamo lo scotto di quella fretta.