Mentre effettuavano i sopralluoghi per compiere le rapine erano intercettati dai carabinieri e seguiti con il gps.
Così, quando alla gioielleria Pina di Tecchiena si sono presentati per mettere a segno il colpo hanno trovato ad aspettarli i carabinieri che li hanno arrestati. Era il 16 marzo 2017. Dopo che la procura aveva fissato il giudizio immediato a carico di Antonio Di Mario detto Riccardo, 35 anni, e Pasquale Cimonte, 48, di Ceccano e Francesco Giovannini, 41, di Patrica, i difensori, gli avvocati Maria Felicita Celenza e Tony Ceccarelli, hanno richiesto il rito abbreviato. Ieri l'udienza: il pm Monica Montemerani ha chiesto una pena di cinque anni e otto mesi. Il gup Giuseppe Farinella ha deciso per una condanna a tre anni e due mesi per Di Mario e Cimonte e a tre anni per Giovannini.
Al terzetto la procura ha contestato la partecipazione ai tentativi di assalto alla gioielleria Pina a Tecchiena, nonché, al solo Di Mario, la rapina alla tabaccheria Palmesi di Ceccano. Da dove le indagini dei carabinieri hanno preso il là. Contestati i furti delle Fiat Uno (nelle stazioni di Castro dei Volsci e Roccasecca) utilizzate per recarsi sul luogo della rapina, tutte rigorosamente bianche e con il numero 26 finale della targa. Il piano, stando alla ricostruzione del Nucleo investigativo dei carabinieri di Frosinone, era studiato nei minimi dettagli, con sopralluoghi nella gioielleria per capire dove erano posizionate le telecamere e quanti gli addetti, e la scelta di una via di fuga su un percorso alternativo che prevedeva di passare per Maniano a Frosinone. E proprio una settimana prima dell'arresto, mentre il gruppo si reca a Tecchiena ha un incidente in campagna. Le auto, anche lì delle Uno, vengono precipitosamente abbandonate, quella incidentata e la staffetta che, nel frattempo, rompe il cambio. A mettere i carabinieri sulle loro tracce anche delle circostanze fortuite. Per il primo colpo, quello di Ceccano, gli investigatori dell'Arma trovano nell'auto della fuga una patente di guida. Poi quando il blitz sta per scattare, il 16 marzo, a Tecchiena c'è anche un elicottero dell'Arma. E il terzetto finisce in manette. Con loro parrucche, smalto sotto le dita per non lasciare impronte digitali e una pistola soft air.