Processo "Gold Wash", salta ancora una volta l'udienza a causa dell'ennesima assenza dell'interprete. Il giudice Scalera ha revocato quello designato e ne ha indicato un altro e contestualmente ha inviato gli atti in procura per poter verificare eventuali profili penali in relazione ad assenze reiterate all'interno dello stesso troncone processuale.
Nella mattinadi ieriera, infatti, fissata l'udienza per discutere l'ammissione del rito abbreviato condizionato a una serie di prove documentali e a una perizia sulle impronte rilevate sul materiale sequestrato, cioè spranghe e mazze usate nei raid.
Un rito, quello abbreviato, scelto da sette degli otto egiziani coinvolti in brutali episodi di violenza a Cassino per il predominio nella gestione degli autolavaggi in città e nell'hinterland. In sette assistiti dall'avvocato Mariano Giuliano e Claudio Persichino dovranno attendere ora l'8 febbraio, sede in cui verrà deciso se accogliere o meno il rito abbreviato condizionato.
Rito richiesto per sette degli otto egiziani coinvolti nell'operazione della polizia del Commissariato di Cassino.
L'unico imputato ad aver scelto l'ordinario dovrà invece tornare in aula il 13 febbraio. Secondo la ricostruzione della polizia che ha portato a termine l'operazione "Gold Wash" sarebbe stata la volontà dei gruppi "egemoni" di evitare che un nuovo car wash aprisse i battenti spostando parte degli introiti a doppio zero a far scatenare guerre intestine. Senza esclusione di colpi.