Sono stati accusati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e per questo condannati - complessivamente - in primo grado a oltre 15 anni di carcere. È stata data lettura del dispositivo solo ieri, dopo le ultime discussioni per i sette imputati finiti a processo dopo la maxi operazione dei carabinieri di Cassino. Una delle intense attività che, soprattutto tra il 2009 e il 2012, interessarono il Cassinate e in particolar modo San Vittore del Lazio, meta di un riconosciuto turismo sessuale vista la presenza di diversi locali per scambisti. È stata questa la base da cui i militari di Cassino - allora coordinati dal capitano Grimaldi e dal tenente Esposito - sono partiti rilevando un'attività (all'interno di uno di questi club) ritenuta illecita. Per questo ieri, a vario titolo, Giancarlo Fusciello, Serena Macciocca, Marco Palladino, Elisa Fusciello, Vincenzo e Paolo Rossi, e Cinzia Motti sono stati condannati in primo grado dalla Corte d'Assise di Cassino: Giancarlo Fusciello a 3 anni e 2 mesi di reclusione (e 1.500 euro di multa); Vincenzo Rossi a 4 anni di reclusione e tutti gli altri a 1 anno e 8 mesi oltre a 600 euro ciascuno (con la concessione del beneficio condizionale della pena).
Per Giancarlo Fusciello, Rolando Macciocca e Cinzia Motti è decaduta l'accusa di violenza privata, mentre nei confronti di Vincenzo Rossi è stata disposta anche l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Pesanti le accuse a loro carico. In varia misura, secondo quanto fatto rilevare dalla pubblica accusa, avrebbero gestito o collaborato alla gestione di una casa di prostituzione vera e propria - ma di fatto conosciuta come associazione culturale - organizzando incontri, coordinando le attività dei collaboratori e riscuotendo «l'importo dei clienti che oscillavano tra i 110 euro per soci del "circolo" e 130 per i nuovi clienti».