Partenza in retromarcia per la berlina Giulia e il Suv Stelvio, i due nuovi modelli che - rispettivamente dal 2016 e dal 2017 - sono sulle linee dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano. La fabbrica ai piedi dell'Abbazia, che ha chiuso i cancelli lo scorso 20 dicembre si prepara a riaccendere i motori il prossimo 15 gennaio, ovvero lunedì prossimo quando, oltre alla ripartenza della produzione ci sarà anche un vertice con le sigle sindacali perché alla fine di gennaio scade il contratto di 300 lavoratori interinali: per loro ci potrebbe essere la stabilizzazione definitiva oppure c'è il rischio che vadano a raggiungere i 532 colleghi messi alla porta lo scorso 31 ottobre, non ci sarebbe la possibilità di una ulteriore proroga da somministrati.
Se le notizie che trapelavano nei giorni scorsi lasciavano intuire che per i 300 la strada era meno impervia rispetto ai 532 adesso la paura torna a prevalere sulla speranza. Una paura dettata dai numeri che, con la loro forza intrinseca, lasciano purtroppo poco spazio ai commenti e alle supposizioni. Ebbene questi numeri dicono che l'ondata di pensionamenti dei "vecchi lavoratori" sarebbe ferma sotto le 70 unità, ovvero meno del 25% degli interinali da confermare. Ma a preoccupare è soprattutto la notizia diffusa ieri circa la produzione dei tre modelli: Giulietta, Giulia e Stelvio. Ebbene questi numeri dicono che l'impostato della berlina e del Suv cala di 25 vetture a turno, quindi 50 nell'intera giornata con una produzione che dovrebbe attestarsi a meno di 180 vetture sia per Giulia che per Stelvio.

Giulietta è la più amata

Al contrario l'Alfa Giulietta, modello che è sulle linee dal 2010 sale a quota 200, ma potrebbe non bastare per far sì che gli interinali abbiano la riconferma. Anzi adesso la preoccupazione non riguarda più solo i 300 somministrati ma tutte le oltre 4.000 tute rosse e di conseguenza tutto l'indotto perchè già si paventa la possibilità di un ritorno agli ammortizzatori sociali. Tutti i sindacati sono molto preoccupati e in particolar modo la Fiom-Cgil suona la sveglia e con il segretario provinciale Donato gatti dice: «Abbiamo chiesto un incontro a Fca per capire cosa sta succedendo, vogliamo capire qual è il piano futuro della produzione. Ad oggi siamo seriamente preoccupati».