Piccoli anelli della catena dello spaccio ma incardinati in sistemi elaborati e redditizi. Per i richiedenti asilo, a Cassino come in altre zone ciociare, è stato "subappaltato" lo smercio prevalentemente di marijuana: poche dosi per volta, piazzate con costanza e quotidianità, a prezzi bassi. Senza correre il rischio di girare con le tasche piene di soldi. A dimostrarlo sono le denunce e gli arresti continui da parte delle forze dell'ordine che sorprendono i richiedenti asilo con discreti quantitativi di droga, non solo per strada, ma finanche nelle cooperative per l'accoglienza. Qualcuno si è specializzato pure nell'export: fa rifornimento in zona, dai gruppi che costellano la mappa criminale cassinate, e viaggia per piazzare le partite, come nel caso del nigeriano diciannovenne ospite di un C.T.A del centro arrestato, poco tempo fa, dai finanzieri di Venafro con 200 grammi di hashish e 30 di marijuana.
L'arresto
Diversi i profughi fermati in città: percorrono in lungo e in largo le strade urbane, confondendosi in mezzo ad altri stranieri, conoscendo però a menadito i luoghi nevralgici o aggregativi. Come la villa comunale, dove movimenti anomali e aree calde lontane dai giochi per i bimbi sono sotto l'occhio degli investigatori.E così, nel tardo pomeriggio di mercoledì i Carabinieri del Norm della Compagnia di Cassino hanno tratto in arresto, per il reato di spaccio, un ventottenne del Gambia, richiedente asilo, già censito per rissa, rapina e segnalato quale assuntore. Gli uomini del capitano Ivan Mastromanno erano impegnati in un servizio di pattugliamento in abiti civili lungo il viottolo che costeggia il fiume Garie hanno notato il profugo che si avvicinava a un giovane. Tra di loro un breve dialogo, poi è partito lo scambio. A quel punto, sono stati bloccati: il gambiano aveva appena ceduto una dose (erano 1,625 grammi all'incirca) a un trentottenne casertano per un corrispettivo di dieci euro. La flagranza del reato ha fatto scattare l'arresto mentre le attenzioni degli inquirenti sul ricco business degli stupefacenti, in aree centrali di Cassino, non si allentano.