Procedono senza sosta e a tutte le ore i raid ai cassonetti degli abiti usati. Fino a qualche mese fa i ragazzi arrivavano in bicicletta, uno alla volta, massimo in due, ma "lavoravano" esclusivamente di notte. Con l'arrivo del freddo invece le abitudini sono cambiate. Adesso arrivano a qualsiasi ora, in particolare nella mattinata o ad ora di pranzo e si danno da fare infilandosi nei cassonetti e tirando fuori di tutto. Scelgono i vestiti che gli piacciono di più, qualche coperta, qualche borsa o paio di scarpe, imbustano tutto meticolosamente ripiegato e caricano il bottino sulle biciclette diretti verso luoghi ignoti. Sono quasi sempre gli stessi, i residenti ormai riconoscono i loro volti, qualcuno gli ha regalato direttamente buste di abiti e qualche signora ha provveduto anche a fornirgli generi alimentari. Ma la maggior parte dei cittadini non ne può più: «Sono sempre qui, si comportano in maniera irrispettosa. Cacciano tutto dai cassonetti, fanno confusione e lasciano i loro scarti sul marciapiede, nel giardino, tutto alla rinfusa -ha spiegato un anziano che si occupa della manutenzione del giardino- Se hanno bisogno di vestiti possono chiedere alla Caritas o alle associazioni che li ospitano. Cosa devono fare con tutti questi vestiti che ogni giorno portano via? E ovviamente nessuno controlla»