Delitto Mattei, si torna nella cava a caccia della verità. Oggi le difese insieme a carabinieri, tecnici e consulenti sono nuovamente tornati sul luogo dell'omicidio per ulteriori verifiche. L'obiettivo è fare chiarezza sui fatti. La decisione di tornare nella cava era arrivata a un anno esatto dalla sentenza di primo grado nei confronti di Giuseppe Di Bello, 36 anni,originario di Coreno, condannato all'ergastolo per il duplice omicidio dei fratelli Mattei. I giudici della Corte d'Assise d'Appello di Roma avevano accolto le richieste della difesa del Di Bello disponendo una nuova consulenza tecnica:un colpo di scena che nessuno avrebbe mai immaginato. 

La ricostruzione 
Per i giudici di Cassino il Di Bello sarebbe stato l'unico in grado di poter sparare nella cava dei fratelli di Castelforte, morti per difendere la loro attività nella notte tra il 6 e il 7 novembre 2014. Per i giudici di secondo grado no: all'esito della discussione degli avvocati Bruna Colacicco e Giuseppe Di Mascio, la Corte d'Assise d'Appello ha recepito i dubbi sollevati su alcuni aspetti della vicenda.