I carabinieri hanno messo fine all'illecità attività di due persone: R.G., romano di quarantadue anni e S.J., cittadina ungherese residente a Terni. I due sono stati arrestati con l'accusa di truffa, sostituzione di persona e possesso di documenti falsi. Lazio, Abruzzo, Molise: in queste tre regioni operavano i due truffatori che sono stati bloccati dai carabinieri di Tagliacozzo (L'Aquila) dopo aver depositato all'ufficio postale di Capistrello, sempre in provincia de L'Aquila, due assegni falsi dal valore complessivo di trecentoquarantamila euro. Non nuovi a questo tipo di attività illecita perché, in passato, erano stati protagonisti, con truffe analoghe, anche a Frosinone. Così come a Roma e a Campobasso. Il primo assegno falso, presentato dal quarantaduenne subito dopo aver aperto un libretto, era stato depositato alla Posta di Capistrello venerdì 29 dicembre: titolo dal valore di centoquarantamila euro. Di questi, in pochi giorni, ottantamila sono stati trasferiti su altri conti, tramite vaglia postali o ricariche su carte di credito. E venerdì ci ha provato di nuovo con un altro assegno. Ma questa volta in compagnia della donna ungherese, presentandola come la sorella e con la volontà di aprire un altro libretto postale su cui depositare duecentomila euro. L'impiegato si è insospettito e dai controlli è emersa la verità sugli assegni: falsi. Il direttore dell'ufficio postale, allontandosi con una scusa, ha avvisato i carabinieri. I militari, giunti sul posto, hanno bloccato i due truffatori prima che si potessero allontanare. Oltre agli assegni, a seguito degli accertamenti effettuati dai militari, sono risultati falsi anche i documenti d'identità dei truffatori. E, come detto in precedenza, sui due gravano numerosi precedenti per truffe analoghe commesse, tra le altre città, anche a Frosinone. Entrambi sono stati arrestati per truffa, sostituzione di personale e possesso di documenti falsi e sottoposti agli arresti domiciliari.