Muore dopo alcune complicazioni in seguito a un intervento chirurgico all'anca e mesi di riabilitazione, il figlio della cinquantanovenne Luigina Ercoli, Fabrizio Pignalberi, vuole vederci chiaro e presenta una denuncia alla procura di Tivoli. La salma è stata sequestrata in attesa dell'autopsia. Lunedì il magistrato dovrebbe nominare il medico legale.

La storia

La donna era entrata all'ospedale Columbus di Roma per un intervento chirurgico concordato all'anca e che era stato effettuato il 5 luglio.
«Successivamente, il 25 luglio – ricorda il figlio – era stata trasferita in un centro di riabilitazione sempre a Tivoli. A due mesi dalle analisi è emerso che mia madre era affetta dal morbo di Crohn e che aveva avuto un forte abbassamento di globuli bianchi. In seguito era stata di nuovo trasferita in una struttura a Tivoli e il 23 dicembre era stata dichiarata "in dimissione". Purtroppo, però, improvvisamente si è aggravata, fino a quando il primo gennaio è deceduta, forse per un'infezione provocata dall'operazione».
Il figlio Fabrizio Pignalberi è stato il primo a sospettare, in seguito alle discordanti dichiarazioni rese dai vari medici, che qualcosa non fosse andato per il verso giusto. «Ho presentato un esposto in procura a Tivoli; non si può morire a cinquantanove anni per un intervento di routine». Immediatamente dopo il deposito in procura, il pm, il dott. Mimmo, ha predisposto il sequestro della salma in attesa dell'accertamento che avverrà lunedì con la nomina innanzitutto del medico legale. La famiglia della donna ha nominato il proprio perito e il figlio Fabrizio Pignalberi si è affidato al suo studio legale. Ora quindi non resta che attendere quello che accadrà. Sarà l'autopsia a chiarire sulle cause che hanno portato al decesso per arresto cardiaco della donna, se cioè ci sia stata un'infezione o se siano sopraggiunte altre cause.