Un nuovo anno è cominciato. Ma c'è chi il 2017 non riesce proprio a dimenticarlo: sono i figli, i familiari e gli amici di Armando Capirchio, il pastore di 59 anni scomparso il 24 ottobre 2017, che, secondo le indagini condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri Frosinone, sarebbe stato ucciso da un allevatore confinante, Michele Cialei, 51 anni, ora in carcere per omicidio. Ma il cadavere non si trova. Bocche cucite degli inquirenti guidati dal colonnello Fabio Cagnazzo.
Si attende ancora che il Ris di Roma si esprima sulle analisi di altri indumenti sequestrati al Cialei, assistito dall'avvocato Giampiero Vellucci. Nel corso del primo interrogatorio seguito all'arresto, questi si è avvalso della facoltà di non rispondere.
È trascorso il Natale, giorni in cui il paese sembra aver messo in stand by questa inquietante vicenda. E ora, finite le feste, si ritorna alla realtà nuda e cruda. È iniziato un nuovo anno, ma non si può fare tabula rasa di quello trascorso.
La comunità non può dimenticare che il Monte Calvo ha partorito un omicidio. E chi si è ritirato in preghiera in questi giorni di Natale non ha potuto non rivolgerne una anche al povero corpo senza sepoltura di un compaesano.
Persino Achille, concesse a Priamo dodici giorni di tregua durante la Guerra di Troia, per poter dare una degna sepoltura a suo figlio, il principe Ettore. Questa "grazia" l'hanno chiesta anche i familiari di Armando, e la chiede un'intera comunità, per chiudere il cerchio su una dei casi più terribili delle cronache locali, soprattutto per consentire alla famiglia di Armando di celebrare i funerali del loro caro. C'è un corpo da ritrovare che aspetta di avere pace. E anche se a Natale ognuno è tornato alla sua routine, nessuno, neanche per un momento, l'ha dimenticato. Armando vive nel pensiero di tutto il paese.