La rivoluzione dei sacchetti biodegradabili per la frutta e la verdura, partita per legge dal primo gennaio scorso, passa direttamente per la Ciociaria. Esattamente dallo stabilimento Mater-Biopolymer di Patrica, vera eccellenza industriale della provincia di Frosinone. E' qui, infatti, che viene prodotto l'Origo-Bi, un poliestere derivato da oli vegetali con il quale poi, a Terni, si realizza il Mater-Bi in granulo (materia prima in amido di mais interamente naturale e a sua volta derivato dall'agricoltura) successivamente inviato a centinaia di clienti in tutta Italia che lo utilizzano per i prodotti finiti, tra i quali, appunto, gli shopper per frutta e verdura. Il tutto firmato Novamont Spa, l'azienda di Novara attiva nel settore delle bioplastiche e degli intermedi chimici, con un fatturato di 154,4 milioni di euro e 273 addetti, che vanta altre cinque sedi produttive in Italia (fra cui quella ciociara di Patrica). Un sito del quale la Novamont nel 2017 ha acquisito il 100% della proprietà (all'epoca la società si chiamava M&G). Un'operazione che ha innanzitutto permesso di salvare il posto di lavoro degli 85 operai e che oggi, in prospettiva, promette di incrementare produzione e forza lavoro grazie a nuovi progetti. 
Dunque, stavolta l'innovazione industriale, la grande produzione e il lavoro passano dalla Ciociaria. E in un territorio in cui negli ultimi mesi abbiano assistito solo a chiusure e ridimensionamenti di grandi aziende, con migliaia di lavoratori spediti a casa, questa è certamente una grandissima notizia. 

Il futuro... finalmente roseo
Una realtà industriale di livello nazionale, quindi, quella di Patrica, che consente di guardare al futuro con maggiore ottimismo. Soprattutto alla luce di due novità che ci sono state annunciate in anteprima. Innanzitutto, entro la fine del 2018 la produzione di Origo-Bi nel sito patricano passerà dalle 45 mila tonnellate attuali a 90-100 mila. E poi, diremmo soprattutto, la Mater-Biopolymer è stata scelta dalla Novamont per mettere a punto un progetto avveniristico: la produzione di tetraidrofurano, un solvente di larghissimo impiego nel campo dell'industria chimica, la cui particolarità sarà la realizzazione non più da fonte fossile - quindi da risorse limitate e ad esaurimento - ma da fonte rinnovabile, con bassissimo impatto ambientale. Tale solvente servirà - come ci è stato spiegato - per fornire numerosi prodotti necessari all'industria chimica in molteplici ambiti di applicazione.
Due novità che porteranno enormi benefici al sito patricano, sia in termini di prestigio sia in termini di ricaduta occupazionale, con il consolidamento della forza lavoro ad oggi impiegata e il suo possibile ampliamento con la progressiva conquista di nuove fette di mercato.