Scoperta e sequestrata una polveriera illegale. La Guardia di Finanza del Gruppo di Cassino ha individuato nel territorio di Cervaro un piccolo "arsenale" composto da tre quintali di botti illegali che sarebbero serviti a dare vita a uno spettacolo pirotecnico unico al mondo. Ma dalla pericolosità innegabile. Due i denunciati.
L'operazione
La scoperta di oltre 227 chili di fuochi d'artificio illegali è avvenuta nell'ambito di un mirato controllo del territorio, affidato agli uomini del Gruppo della Guardia di Cassino coordinati dal tenente colonnello Salvatore Rapuano, direttamente voluto dal Comando provinciale. Nel corso dell'accertamento specifico, volto a prevenire la produzione e la vendita di fuochi d'artificio illegali, le Fiamme gialle hanno individuato su un terreno privato in territorio di Cervaro quasi 300 chili di fuochi d'artificio illegali. Nel dettaglio sono stati trovati 829 artifici pirotecnici, 270 detonatori, 185 mortai e un autocarro utilizzato per il trasporto dei fuochi illegali. I prodotti, di provenienza cinese, non erano correttamente etichettati: non risultavano, infatti, conformi alla normativa CE, affatto rispondenti ai decreti di riconoscimento e classificazione del Ministero degli Interni. Secondo i militari si trattava dei più pericolosi in circolazione. In base alla ricostruzione dei finanzieri, i due soggetti un giovane originario di Cervaro (assistito dall'avvocato Andrea Coletta) e un uomo di Santi Cosma e Damiano sono stati colti sul fatto mentre posizionavano i manufatti, collegati tra loro attraverso degli inneschi, per allestire un grandioso spettacolo pirotecnico. Le Fiamme gialle di Cassino, però, sono intervenute poco prima dello scoccare della mezzanotte: sigilli alla "polveriera illegale". Denunciati a piede libero per fabbricazione o commercio abusivi nonché per omessa denuncia di materie esplodenti sia il giovane di Cervaro, sia l'uomo di Santi Cosma e Damiano. Indagini in corso per stabilire la proprietà del terreno su cui erano stati posizionati i fuochi proibiti. Le verifiche da parte degli uomini del tenente colonnello Rapuano sono ancora in corso. Il materiale pericoloso è stato interamente posto sotto sequestro.
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