Ventisette giorni di ricerche con decine di uomini in campo, interi territori e casolari setacciati da carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e uomini del soccorso alpino. Poi, la notte di Natale, la notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere: Vincenzo Frasca, l'ottantatreenne scomparso il 28 novembre da Intignano, viene ritrovato morto all'interno di un serbatoio di acqua, in via Fontana Scurano, a circa un chilometro in linea d'aria dal punto dove era stato visto l'ultima volta.
A scoprire il cadavere il proprietario dell'enorme cisterna. Quando si è reso conto che all'interno c'era una persona, l'uomo, sotto choc, ha chiamato i soccorsi. Sul posto, nel giro di pochi minuti, si sono portati i carabinieri della Compagnia di Alatri diretti dal maggiore Argirò e i vigili del fuoco. I vigili hanno dovuto effettuare un foro per recuperare il corpo, subito dopo sono stati chiamati i familiari di Frasca. Sul posto sono subito giunti anche i residenti della zona.
La salma di Vincenzo è stata così trasportata all'ospedale di Frosinone dove oggi il magistrato nominerà il medico legale per l'autopsia. Sarà questa a chiarire le cause della morte e soprattutto quando è avvenuta la tragedia. Non si esclude che Vincenzo stesse tornando a casa e passando in quel punto sia caduto, dal terreno sovrastante, nella cisterna piena d'acqua. Anche se la presenza della scaletta lascia aperta l'ipotesi che sia salito sulla struttura e poi per il peso precipitato all'interno. Tutto questo, però, lo chiariranno gli esami sulla salma che fugherà ogni possibile dubbio sulla morte dell'anziano. Resta comunque un mistero: Vincenzo dove ha trascorso questi giorni? L'area del ritrovamento è stata posta sotto sequestro dai militari della stazione diretta da Di Iorio.