I tempi per ripristinare un lungo tratto della superstrada Sora-Cassino non saranno brevi. Da palazzo Jacobucci filtrano indiscrezioni che parlano di interventi lunghi a causa di difficoltà di bilancio: l'impegno economico, c'è da riconoscerlo, è pesante e i fondi per far fronte alle spese per rimettere in sesto il tratto chiuso venerdì sera, saranno cospicui.
In pratica il fondo stradale è saltato in più punti a causa della pioggia incessante e dall'enorme traffico veicolare che quotidianamente percorre quella superstrada. Un aiuto al cedimento dell'asfalto lo ha dato (anche questo bisogna riconoscerlo) lo stato più che precario in cui versavano quei chilometri di strada.
Dove non erano stati effettuati interventi di riasfaltatura, il manto stradale era un nastro screpolato oltre misura: le venature nell'asfalto sono micidiali soprattutto quando lo strato d'asfalto è esiguo rispetto al traffico che viene chiamato a sopportare.
La pioggia, e poi il gelo, completano l'opera di disfacimento con le conseguenze testimoniate venerdì da centinaia di automobilisti che nel diluvio si vedevano letteralmente sfaldare l'asfalto da sotto le ruote. Il ristagno dell'acqua sulla carreggiata (concausa del disfacimento dell'asfalto) è figlio anche della scarsa manutenzione delle cunette laterali e delle caditoie nei canali di scolo: decine di buste di plastica, rifiuti e immondizia di vario genere tappa quei canali a torto considerati opere minori.
E infatti si sono presi la rivincita. Intanto da tre giorni centinaia di veicoli, tra auto e tir, vengono deviati sulla viabilità ordinaria, la gloriosa Sferracavalli (strada regionale 627) tra gli svincoli di Posta Fibreno e Atina Settignano.
Lunghe file di veicoli in ambo i sensi percorrono l'ottocentesca Sferracavalli chiamata ancora una volta a sopperire alle carenze della moderna supestrada.