«Un quinto indagato? Non mi meraviglia, anzi manca ancora qualcun altro all'appello». È Guglielmo Mollicone, papà di Serena, presente in studio alla puntata di mercoledì scorso di "Chi l'ha visto?", a commentare l'ennesimo carabiniere indagato nel giallo di Arce. La trasmissione della Sciarelli, da sempre molto vicina al caso della studentessa, ha fatto nuovamente il punto sulle nuove indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Cassino. Tutto lascia pensare che di qui a breve potrebbe esserci la svolta decisiva. I riflettori sono accesi sulla caserma di Arce, dove ora i carabinieri coinvolti salgono a tre. È indispensabile capire cosa sia realmente accaduto tra quelle mura e che ruolo abbiano avuto i militari che nel 2001 prestavano servizio in paese. Le ipotesi di reato avanzate sono molto pesanti. Dei due nuovi indagati, uno è accusato di concorso nell'omicidio di Serena e di istigazione al suicidio del brigadiere Tuzi; l'altro di favoreggiamento.
«Le piste ha detto papà Mollicone durante l'intervista a RaiTre sono sempre più concentrate sulla caserma di Arce. E questo conferma tutte le ipotesi che io sedici anni fa incominciai ad avanzare.La realtà è che quella di Arce non era una caserma normale, tanto è vero che Serena quel giorno ci entra e non ne esce viva».
Il servizio parla di come l'accelera zione fondamentale sulle indagini sia arrivata a seguito delle dichiarazioni di Santino Tuzi.
Prima di suicidarsi, infatti, il brigadiere rivelò che Serena era entrata in caserma.Chi lo sapevaoltre Tuzi? Le due indagini dunque si avvicinano sempre di più fino a sovrapporsi. È la tesi di Maria Tuzi figlia di Santino.
«Se si unissero i due fascicoli ha detto nel servizio vorrebbe dire siamo finalmente nella direzione giusta, perché è chiaro che la tesi del suicidio di mio padre per amore non è stata mai in piedi. I due casi ha concluso la giovane sono del tutto collegati».Secondo il programma della Sciarelli, la Procura di Cassino sta cercando le prove su quanto aveva dichiarato il carabiniere prima di togliersi la vita. Anche l'intervista telefonica all'ex procuratore capo Gianfranco Izzo aggiunge un importante tassello ai possibili tentativi di depistaggio. «Se ci furono ha detto Izzo noi magistrati non ne avemmo percezione.
Quello che posso escludere ha aggiunto è che io non ho mai richiesto di prelevare il padre dalla veglia funebre. E non l'avrei fatto nemmeno se fossi stato convinto di un suo possibile coinvolgimento.Le indagini ha concluso il magistrato -sono state molto difficili per l'assoluta mancanza di tracce degli spostamenti della ragazza». Intanto nella mattinata di ierii l Pm Beatrice Siravo ha comunicato all'avvocato Dario De Santis la decisione di far rientrare la salma di Serena Mollicone da Milano, dov'era stata trasferita a fine marzo 2016 per la consulenza medico-legale. Serena potrebbe rientrare nel cimitero di Rocca D'Arce mercoledì o venerdì prossimo, dove molto probabilmente sarà celebrata una messa in suffragio