Una nuova discarica nelle campagne a perdita d'occhio, tra Cassino e Sant'Elia, sulle sponde del fiume Rapido.
È stata scoperta nei giorni scorsi dai membri del Coordinamento dell'Ambiente, che racchiude diverse anime ambientaliste (dal Comitato Solfegna a Fare Verde, passando per Allerta Cerro, per il Touring Club per la Consulta dell'Ambiente Sant'Elia per il Bene Comune Usb ed Euro Club) che stanno dettagliando tutto in un dossier. Il Coordinamento, dopo una prima assemblea nel parco Baden Powell, non si è più fermato: l'ex Marini, via Tartari, via Spineto, Nocione. Tutte le zone off-limits. Ormai da troppi anni. Presidi, quelli realizzati dagli ambientalisti, che hanno avuto la prerogativa di smuovere le coscienze: tanti i cittadini che hanno aderito alla marcia sui veleni, a volte con striscioni e cartelli, a volte con mascherina e tutte bianche. Ora il coordinamento sta ultimando il dossier destinato in prima battuta a finire su un tavolo a cui saranno invitate a partecipare le competenti autorità: la richiesta, dopo l'analisi della situazione, è di intervenire. E di farlo fino in fondo.Poi il dossier arriverà in procura.
«Stiamo mettendo nero su bianco quanto visto in questa marcia sui veleni. Al termine chiederemo un incontro al sindaco di Cassino, l'assessore regionale all'Ambiente, il presidente Pompeo e al presidente della Regione Zingaretti, hanno fatto sapere dal Coordinamento dell'Ambiente faremo in modo che a un tavolo si segano tutte le istituzioni perché sono loro ad avere competenza in materia di tutela ambientale: non possono lasciarci in queste condizioni. Il Coordinamento che punta il dito anche sugli odori nauseabondi della zona industriale, soprattutto in relazione ai denunciare sversamenti si è riunito in queste ore per decidere sull'u ltima tappa, quella in località Panaccioni a Sant'Angelo, fissata al prossimo 23 dicembre.
«Al sindaco di Cassino chiederemo anche degli interventi per quanto riguarda le polveri sottili hanno continuato dal Coordinamento una situazione grave che interessa tutti».
A tutto ciò va ad aggiungersi il capitolo righi incontrollati: non è la prima volta che gli ambientalisti battono i pugni.
Si tratta di incendi che si sviluppano in centro come nelle periferie, soprattutto all'alba o in orari "scomodi", seguiti da odori pungenti e acri: tante le segnalazioni che si sono susseguite a vigili, carabinieri e polizia. Soprattutto Edoardo Grossi, sostituto console del Touring club nella Consulta dell'Ambiente, nel periodo estivo aveva dato il via alla stesura di un altro dossier (con l'interesse del gruppo Sentinelle dell'Ambiente) finito già in procura e oggetto di indagine: rifiuti di ogni tipo dati alle fiamme. Domenica, poi, in alta montagna l'ennesimo scempio: cacciatori beccati con le mani nella cenere.
Forse per riscaldarsi