E' stato trovato morto sulle scale che conducono al suo appartamento di Liegi, in Belgio. Nessun segno apparente di ferite sul corpo, almeno stando a quanto trapelato finora. A rinvenire il cadavere di Gerardo Franchi, 40 anni, di Gallinaro, è stato un amico, titolare di un negozio situato al piano terra dello stabile in cui l'uomo viveva da solo in un alloggio situato al primo piano. Il negoziante, non vedendolo uscire e, soprattutto, non vedendolo entrare nel suo negozio per le consuete chiacchiere mattutine, come era solito fare da sempre, si è insospettito. E' entrato nel portone e, saliti pochi scalini, si è trovato davanti il cadavere di Gerardo Franchi, da tutti conosciuto anche come "Scifo", il calciatore che amava, lui che in gioventù era stato giocatore di calcio e che oggi spasimava per la Lazio. 
L'uomo ha quindi allertato i soccorsi: sul posto si sono portati un'ambulanza e  la polizia belga. I sanitari, però, non hanno potuto fare altro se non constatare la morte del poveretto (probabilmente sopraggiunta nella tarda serata di ieri) che subito dopo è stato trasportato nell'ospedale di Liegi. Qui è stato trasferito nell'obitorio a disposizione dell'autorità giudiziaria che ha già disposto l'autopsia per sgombrare il campo da ogni possibile dubbio. 
Subito dopo, visto che Franchi aveva con sé una carta d'identità italiana da cui risultava la sua residenza a Gallinaro, è stata avvisata l'Interpol che, a sua volta, ha comunicato l'accaduto ai carabinieri di Alvito fino ad arrivare, intorno alle 3 della notte scorsa, al comandante dei vigili urbani di Gallinaro Raffaele Franciosa. E' toccata a quest'ultimo la triste incombenza di avvisare i parenti del defunto, alcuni residenti a Gallinaro, altri, fra cui uno zio, a Liegi. 
Gerardo Franchi era molto conosciuto in paese e nei centri limitrofi, gran compagnone e amico di tutti, sempre pronto alla battuta e alla risata. Lascia una figlia di 15 anni che vive con la madre in Belgio e alla quale il 40enne era attaccatissimo. Di professione faceva l'imbianchino ed alternava i periodi di lavoro in Belgio ai soggiorni a Gallinaro quando il lavoro non c'era. Si è ora in attesa che venga eseguita l'autopsia sul suo corpo per capire se la morte sia stata dovuta ad un malore che lo ha fatto accasciare sugli scalini dove è stato trovato oppure ad una caduta lungo le scale che lo dovevano portare a casa. E anche se tale ruzzolone, nel caso si sia verificato, sia stato causato dal malore stesso o da altri motivi. 

Una morte per ora avvolta nel mistero, quella di Gerardo Franchi, 40enne di Gallinaro, deceduto a Liegi, in Belgio, dove si trovava per motivi di lavoro. La notizia del decesso dell'uomo, molto conosciuto a Gallinaro e nella Valcomino, è stata data poco fa dall'Interpol alla stazione carabinieri di Alvito che poi hanno avvisato il comandante dei vigili urbani di Gallinaro, Raffaele Franciosa. 
Come detto, per ora non è stato comunicato nulla a proposito delle cause della morte del 40enne, che quindi possono essere ricondotte tanto ad un fatto naturale quanto ad un episodio di violenza o a motivi accidentali. Di professione imbianchino, da anni alternava la permanenza in Belgio per lavoro ai soggiorni nel suo paese natale, Gallinaro. In questo momento vigili urbani e carabinieri stanno contattando i familiari di Gerardo Franchi, sia quelli in Belgio sia quelli ancora residenti in Ciociaria ed alcuni si stanno preparando per recarsi a Liegi. 
La notizia della morte, e il mistero che su di essa al momento aleggia, ha provocato grande sconforto e dolore in paese. La morte di Gerardo Franchi, da tutti conosciuto anche come "Scifo", dal nome del famoso calciatore (Franchi era stato anche lui giocatore di calcio ed era un supertifoso della Lazio) è ora al vaglio delle autorità di polizia belghe, da cui si attendono novità in merito alle cause ed alle circostanze in cui essa è avvenuta. L'uomo lascia una figlia di circa 15 anni. 

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di: La Redazione