Cappellino calato sulla testa, bavero della giacca alzato. Quando l'uomo, senza alcun segno particolare né accenti entra all'interno del supermercato Gari a Sant'Angelo in Theodice, poco dopo le 20.15, le dipendenti pensano a uno scherzo. L'uomo chiede l'incasso. Le ragazze - una all'interno, l'altra in ufficio - rispondono: «Dai non scherzare, è tardi. L'attività è chiusa». È in quel momento che il rapinatore, colpito nella sua credibilità, decide di fare sul serio: alza il maglione, fa vedere la pistola. Le dipendenti incalzano: «Il titolare è già passato a prelevare i guadagni della giornata». Ma non basta. Momenti concitati, in cui l'uomo ha iniziato ad alterarsi: «Qui va a finire male. Datemi i soldi o qualcuno ci rimette la pelle». I nervi sono tesi, le ragazze riescono a racimolare circa 300 euro: un bottino magrissimo.  Il sistema d'allarme è attivo. In pochi minuti arrivano i carabinieri della Compagnia di Cassino, agli ordini del capitano Mastromanno. L'uomo, intanto, è fuggito a piedi ma non si esclude che nei dintorni vi fossero dei complici pronti a dileguarsi. Solo una settimana prima un'altra rapina lampo, con modalità simili (anche in quel caso la pistola era stata fatta solo intravedere) ai danni di un benzinaio di San Vittore del Lazio: 1000 euro portati via alla chiusura dell'attività da un rapinatore solitario dal volto travisato.
«Noi commercianti siamo nel mirino dei malviventi e siamo molto preoccupati, anche perché il periodo non è dei migliori - ha dichiarato Florindo Buffardi, titolare dell'attività e presidente provinciale dell'Unione Commercianti - I carabinieri sono arrivati nell'immediatezza. Abbiamo molta fiducia nelle forze dell'ordine chiamate a proteggerci e a smantellare le organizzazioni in azione sul nostro territorio».