Liquame grigio nel Fosso di Sant'Angelo. Preoccupazione tra i residenti. Nelle vicinanze stalle e terreni coltivati. Sul posto, i carabinieri forestali per i rilievi del caso. Montagne di rifiuti e uno sversamento sospetto di fanghi. Saranno le indagini a chiarire da dove provengono e di cosa si tratta. Il fosso di Sant'Angelo è ormai una discarica a cielo aperto. Sono anni che va così, tutto tra l'indifferenza generale. Ad aggravare una situazione già di per sé tragica, la recente presenza di una strana sostanza grigia e melmosa che scorre da qualche giorno nel canale, fino a raggiungere il tombino che è completamente intasato. La sostanza somiglia a cemento e intorno si è persino solidificata tanto che ormai l'acqua non è più visibile. La stessa acqua che scorre tra i terreni della zona e che va ad irrigare i campi degli agricoltori. L'area sorge a ridosso della stradina che da via I luci (Giglio di Veroli) conduce alla chiesa di Sant'Angelo. Un tratto che allevatori e agricoltori devono necessariamente attraversare per raggiungere animali e terreni. Comprensibile, dunque, la preoccupazione di chi ogni giorno è costretto ad osservare quel disastro ambientale. Ieri mattina, alcuni residenti allarmati hanno deciso di contattare direttamente gli uffici competenti della Asl di Frosinone e l'Arpa Lazio. Dopo pranzo una pattuglia dei carabinieri forestali ha prelevato alcuni campioni chesaranno analizzati. Nel frattempo, sono stati messi al corrente della situazione gli amministratori di zona. «Informerò l'ufficio preposto e mi recherò sul posto a controllare –ha dichiarato l'assessore Antonio Perciballi- l'ambiente è sempre una priorità». Oltre a capire il tipo di sostanza, è forse il caso di programmare quanto prima la bonifica del fossato. Nel caso si tratti di sversamento volontario (cosa assai plausibile), bisognerà tentare di accertare i responsabili dello scarico.