Partire da casa al mattino presto, quando le temperature sono ancora più rigide, pensare di entrare a scuola e di trovare un ambiente caldo. Questo è quello che si aspetta ogni studente. Ma purtroppo non sempre accade. Capita, anche se non dovrebbe, che le caldaie non funzionino. Studiare e fare lezione al freddo non aiuta a concentrarsi e restare in aula con giubbotti, sciarpe e guanti non è il massimo. Per queste ragioni, alcuni studenti dell'istituto superiore "AlessandroVolta" e dell'Itas, in via Roma, mercoledì e ieri non sono entrati a scuola. Molti minorenni sono stati ripresi dai genitori e riaccompagnati a casa. La caldaia fuori uso ha messo, dunque, ko i riscaldamenti. Diversi studenti hanno raggiunto a piedi il palazzo della Provincia per chiedere interventi tempestivi. Va detto che già da mercoledì gli operai si sono attivati per sistemare la caldaia, ma ieri il problema persisteva. Alcuni ragazzi, constatata la criticità, hanno raggiunto piazza Gramsci e hanno chiesto di parlare con referenti provinciali. Sono stati ricevuti dal dirigente responsabile e dal consigliere delegato i quali hanno riferito che si sta intervenendo, già dall'altro ieri, su sollecitazione della preside, per la manutenzione della caldaia. Intervento che sta eseguendo il proprietario dell'immobile, l'amministrazione provinciale, infatti, è in affitto in quello stabile. Forte il malcontento anche dei genitori, molti che hanno dovuto lasciare il lavoro per raggiungere i figli a scuola e riaccompagnarli a casa. «Siamo nel 2017 ed è assurdo che le caldaie non funzionino -sottolinea un genitore- Andrebbero forse sostituite con impianti più nuovi. Si parla tanto di ambiente, di inquinamento,e non si adeguano le scuole dei nostri figli. Non è il primo istituto superiore che ha presentato, nel tempo, problemi alle caldaie. Forse l'amministrazione provinciale dovrebbe fare maggiori investimenti sulle scuole frequentate, appunto, dalle future generazioni. Speriamo che al rientro a scuola dei ragazzi, dopo la festività dell'8 dicembre, le aule possano essere finalmente, e come è giusto che sia, calde»