L'ordinanza "antipascolo" firmata dal primo cittadino l'8 novembre 2017, resta in vigore. La risposta arrivata dalla Asl in merito allo stato di salute degli animali, al pascolo semibrado all'interno dell'area dell'ex Snia di Bosco Faito, non ha convinto il sindaco Caligiore: «Sulla salute dei cittadini non si scherza. E il coraggio che quest'amministrazione ha dimostrato attraverso scelte di rottura con il passato, anche in materia ambientale, si concretizzano con un secco "no" alle motivazioni con cui la Asl, con nota ufficiale, (prot.100075 del 30 novembre) ci ha comunicato le sue decisioni in merito al pascolo di animali sul terreno della ex Snia». L'azienda così scrive: «Nessuna misura, e solo per gli aspetti di competenza dei servizi veterinari del dipartimento, deve essere intrapresa da questi servizi, non rappresentando l'amianto, alla luce delle attuali conoscenze, un contaminante delle derrate alimentari in grado di determinare in caso di consumo, effetti patologici e di accumulo».
La Asl scrive anche che, dopo il controllo dei capi nel sopralluogo del 28 aprile nell'ex stabilimento, in seguito alla nota del 28 marzo (prot. 5999), la stessa non ha ricevuto ulteriori solleciti, da parte del Comune, per conoscere l'esito degli esami effettuati. E sottolinea anche che l'Azienda ha effettuato controlli in proprio sui capi macellati provenienti dall'ex Snia, tramite il servizio veterinario di ispezione degli alimenti di origine alimentare, riscontrando esiti nella norma riguardo alla presenza di metalli pesanti (Piombo e Cadmio).
Ma l'amministrazione Caligiore non ci sta e, tramite gli uffici competenti, chiede alla Asl «di procedere a effettuare le analisi specifiche del sangue degli animali e delle carni durante la macellazione, con particolare attenzione alla ricerca di metalli pesanti in considerazione che l'ex Snia ha prodotto per decenni ordigni bellici utilizzando anche stoccaggi di sostanze altamente pericolose». «Abbiamo rispostoimmediatamente che le motivazioni addotte non ci faranno sospendere il divieto di pascolo perchéquello che vogliamo è un'analisi sugli animali e sul loro stato di salute e non su congetture inerenti ciò che mangiano e come questo potrebbe incidere sulla catena alimentare dichiara il sindaco Caligiore che aggiunge Centosessanta animali allo stato semibrado sono già stati ricoverati in una struttura chiusa e quelli mancanti (40 circa) verranno rinchiusi appena catturati». Poi una dichiarazione che non lascia dubbi sulle sue intenzioni: «Su questa situazione, colpevolmente abbandonata dalle amministrazioni precedenti, andremo fino in fondo, senza sconti per nessuno».
Si attendono sviluppi.