Vecchio e malandato ma carico d'amore. Il camper di Lucrezia è arrivato in piazza Labriola, a Cassino, nel suo viaggio italiano alla ricerca di una speranza. Piccola e malata, con una mutazione del gene Scn8, Lucrezia è allegra e sorridente. Otto casi in Italia, all'incirca 150 nel mondo: ritardo generale severo più crisi epilettiche, ma lei e la sua famiglia rappresentano un esempio di coraggio.
Vivono su un camper dopo uno sfratto giunto prima che si riuscisse a documentare l'invalidità della piccola. Viaggi e tanti ricoveri ma niente e nessuno rallentano la corsa quotidiana di mamma e papà che si prendono cura della loro figlia con un amore sconfinato e girano il Belpaese per una raccolta fondi che possa portarli a coronare il sogno di andare in Danimarca dove esiste l'unico centro al mondo specializzato in questa malattia.
In tanti si sono fermati a guardare quel camper Ford, vecchio modello, parcheggiato in piazza Labriola. Qualcuno ha bussato e teso una mano. Tanti hanno approfittato per connettersi e leggere la sua storia online, restando ammirati e commossi.
Perché quel camper è diventato una casa accogliente, dove ci sono giocattoli e accessori per accudire la piccola. Dove Lucrezia è costantemente sott'occhio. E dove si può raggiungere e stare sempre vicino ad un ospedale. Ma, soprattutto, dove far conoscere la storia di questi italiani che vorrebbero vivere in uno Stato che l'assistenza la fornisce veramente. Soprattutto per bambini così piccoli che meritano una carezza in più.