La "scomunica" del vescovo alla multinazionale e il pellegrinaggio dei lavoratori. La situazione all'Ideal Standard di Roccasecca resta complicata ma nessuno vuole darsi per vinto tra gli "artigiani". Dentro si lavora regolarmente, nonostante la grande rabbia, fuori "a turno" continua il presidio con i segretari generali di Ugl Chimici, Femca Cisl, Filtcem Cgil e Uiltec Uil e le Rsu. Ieri ci sono state nuove rimostranze con il blocco del cancello e l'esibizione di uno striscione dove è racchiusa tutta la delusione dei 320 lavoratori: «La Cina ci uccide! L'Italia ci abbandona».
«Oggi c'è stato il blocco dei cancelli per il materiale in uscita ma le manifestazioni continueranno fino a che l'azienda ritirerà la procedura di mobilità», hanno affermato i segretari Valente, Valeriani, Chiarlitti e Piscitelli. A seguire con trepida preoccupazione la vicenda è il vescovo della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, Gerardo Antonazzo, che - colpito dal fatto che la proprietà abbia deciso di chiudere lo stabilimento, non per carenza di domanda, ma, tra le altre, a causa di margini irrilevanti di profitto e, dunque, pur essendo in attivo - ha avuto parole dure contro quei vertici societari che inseguono il profitto a scapito delle persone, parlando di "turbocapitalismo". L'acuta analisi del vescovo si conclude in una proposta concreta. Antonazzo richiama tutti ai propri compiti: «È necessario "vegliare" (il tempo di Avvento può molto aiutarci a riscoprire tale valore), vigilare, affinché non ci si trovi spiazzati da certe improvvise decisioni. È positivo che le istituzioni territoriali preposte abbiano con prontezza reagito alla decisione della azienda e che, seguiranno degli incontri che ci auguriamo possano far ritornare sui propri passi la proprietà e ridare serenità ai lavoratori ma risulta decisivo, per scongiurare il ripetersi di simili eventi, agire ex ante, creare una sorta di cabina di regia riconosciuta e legittimata da parte di tutti i soggetti coinvolti, dando vita a una alleanza virtuosa tra gli organi di rappresentanza di tutti i soggetti interessati (imprese, lavoratori, associazioni, amministrazioni, diocesi), che agisca avendo come valore ispiratore l'unità d'intenti e come scopo precipuo la ricerca dello sviluppo integrale e del bene comune, che è bene di tutti e di ciascuno».
Bisogna alzare il tiro per fare in modo che il problema Ideal Standard sia percepito a livello nazionale. Questa la strategia del presidente della Regione Zingaretti, presente ieri a Frosinone, che ha già interpellato il ministro Calenda: «Già dalla scorsa settimana ci siamo adoperati affinchè non solo si richiamasse la società alla coerenza, ma perchè al ministero si apra il tavolo Ideal Standard. A quel tavolo noi parteciperemo con tutti i nostri strumenti, come fatto in altre occasione e continueremo a fare, perchè questa grande vertenza trovi casa dentro la giusta posizione che è il Mise. È una partita nazionale che non dobbiamo regionalizzare».
La lettera al Papa
Un grido di dolore da una città caduta nella disperazione e attanagliata da un senso di impotenza. Questi i sentimenti presenti nella lettera che ieri il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, ha inviato a papa Francesco per chiedere «il suo sostegno, la sua preghiera, la sua intercessione, affinché gli operai dell'Ideal Standard, gli artigiani della ceramica di Roccasecca, il territorio tutto, non si sentano in balìa di una notte nel mare in tempesta. E tutto quanto in Suo potere affinché la chiusura dello stabilimento Ideal Standard, comunicato improvvisamente a pochi giorni dal Natale, sia scongiurata».