Un'infornata di contratti prima del voto. Il Comune di San Giovanni Incarico, allora guidato dal sindaco Antonio Salvati, secondo quanto accertato dalla Guardia di finanza ha sottoscritto 105 contratti a chiamata, per lavori discontinui, dal 24 aprile al 30 giugno 2017. Tutto in un giorno, prima la delibera di giunta, poi due determine dirigenziali e infine i contratti. Contratti per assistenza anziani, manutenzione e pulizia di strade e aiuole, lavori d'ufficio.
La Finanza contesta l'omessa comunicazione delle assunzioni al Centro per l'impiego, l'omessa consegna dei contratti ai lavoratori e arriva a decretare la nullità dei contratti. Sanzionato il Comune di San Giovanni Incarico per 70.000 euro. L'amministrazione, inoltre, dovrà pagare, per contributi non versati, 111.694 euro all'Inps e 4.061 all'Inail. Una tegola per le casse dell'ente che, a questo punto, chiederà di rivalersi sulla giunta uscente. Ma oltre alla sanzione amministrativa, la Finanza ha inviato la documentazione alla procura di Cassino. E del caso sarà investita la Corte dei Conti.
Tutto nasce da una delibera di giunta, con la quale è deliberata una variazione di bilancio di 270.574 euro per l'assunzione di lavoratori con contratti di lavoro a chiamata o di lavoro intermittente. Il caso esplode quando si insedia la giunta guidata dal sindaco Paolo Fallone, estraneo alla vicenda visto che da quella giunta era uscito a marzo, e destinatario della comunicazione della Guardia di finanza solo in quanto rappresentante legale dell'ente. Il Comune il 20 maggio aveva anticipato 54.000 euro di stipendi, ma quando i lavoratori hanno chiesto altri 50.000 euro l'amministrazione ha imposto uno stop per valutare gli atti. La brigata di Arce delle Fiamme gialle a novembre comincia ad effettuare accertamenti in Comune. Cerca la documentazione per verificare l'adempimento degli obblighi in materia di lavoro e di sostituto d'imposta. Per i finanzieri mancano le comunicazioni al lavoratore, mentre non si rinvengono i versamenti delle ritenute previdenziali e assistenziali, le certificazioni sui periodi di lavoro svolti dai 105 e sulle mansioni. Tra le carte i finanzieri trovano ritenute fiscali per diecimila euro. La Finanza contesta l'omessa comunicazione, entro il mese successivo, della proroga, cessazione o trasformazione dei contratti.
Ma non è tutto. In base alle verifiche questa tipologia di contratto, per lavori discontinui, non è applicabile alla pubblica amministrazione. Dove l'accesso è ammesso con concorso, salvi casi particolari. E dunque i contratti vengono dichiarati nulli. Da qui la conclusione delle Fiamme gialle che si tratta di lavoratori subordinati, categoria A1, ma in nero. Gli assunti avrebbero dovuto percepire un salario lordo di 1.359 euro più 32 euro di comparto. Numeri alla mano, per i finanzieri il Comune deve pagare all'Inps 111.694 euro e all'Inail 4.061 di contributi non ancora versati per regolarizzare le posizioni più le sanzioni.
«A noi questa cosa c'è piombata addosso - commenta il sindaco Fallone - Prenderemo la difesa totale dei lavoratori che, se hanno lavorato, devono essere tutelati, ma non possiamo mandarla liscia a chi ha creato un danno da 300.000 euro al Comune. Porteremo la cosa alla Corte dei Conti». Intanto l'ente sta valutando come opporsi legalmente alle sanzioni.