Padri che perdono tutto, figli confusi e punti di riferimento che vengono a mancare. La storia dell'attore Marco Della Noce fa notizia perché non ci si aspetta che un uomo del mondo dello spettacolo finisca sul lastrico. Eppure succede, quando le famiglie scoppiano. Nel Cassinate le storie sono diverse, ognuna ha la sua dose di tragedia e di orgoglio, e ogni avvocato ha avuto la sua esperienza sul campo.
Nadia Di Salvo: «Non credo si possa parlare di una questione relativa esclusivamente ai "padri separati" o di "madri separate".
Esistono problemi tra le coppie separate che derivano dalla conflittualità tra gli ex coniugi e molto spesso coinvolgono i figli, i quali non hanno possibilità di avere un'autonoma tutela giudiziaria e che vengono utilizzati come pedine da genitori l'un contro l'altro armati. La lentezza della giustizia non aiuta, anzi molte volte infonde un senso di impunità nelle parti convincendo ciascuna di esse di potersi permettere ogni comportamento elusivo delle regole, sovente anche violento e/o persecutorio. Ma anche la frequente precarietà economica di ciascuno dei coniugi è fonte di ulteriore discordia. Una famiglia ove lavora solo uno dei coniugi già stenta a sopravvivere, si immagini quando si debba condividere quell'unico stipendio tra due nuclei familiari. Sarebbe utile intervenire in maniera radicale ed incisiva nel comporre le conflittualità con un maggiore coinvolgimento delle istituzioni e delle associazioni e, soprattutto, con una velocizzazione della giustizia sulla quale, però, nutro forti dubbi».
Andrea Pagliarella: «L'aspetto preponderante è l'impoverimento generale di entrambe le figure della famiglia e del tenore di vita dei figli. Spesso ho sentito i presidenti del tribunale che si sono succeduti in questi anni far notare a fronte delle lamentele delle parti e degli avvocati, che con le separazioni si diventa più poveri. Questo succede specialmente nelle coppie più giovani o per i quarantenni che spesso sono costretti a tornare nelle case degli anziani genitori. Pensare di pagare due canoni di locazione per molti è impossibile. Chi aveva da anni una vita autonoma è costretto a tornare indietro. Un piccolo aspetto positivo, sebbene i figli soffrano per la separazione dei genitori, è che oggi non è più un fenomeno raro, tra i ragazzi c'è molta più condivisione e aggregazione, sono diventati una piccola comunità. La affrontano meglio perchè l'affrontano insieme. È caduto un tabù morale e culturale e per i ragazzi è anche più facile superare il trauma a cui sono sottoposti».
Lino Pulga: «Nel corso degli anni e durante la mia esperienza come avvocato ne ho viste tante di storie. Una separazione è pur sempre la fine di una storia con tutto ciò che ne consegue. Quello che però è di per sé un evento doloroso può trasformarsi in una vera e propria guerra quando si innescano dinamiche legate ai soldi. Quando ci sono figli minori tutto si complica ancora di più. Mi è capitato di vedere uomini, padri che fino qualche mese prima vivevano una vita dignitosa e che si sono ritrovati a dormire ospiti da amici e conoscenti o addirittura a dover usufruire del servizio mensa della Caritas. Anche se la legge piano piano sta cambiando resta comunque il dramma di migliaia di uomini, anche di professionisti, che nel giro di poche settimane si ritrovano senza certezze e senza possibilità di poter continuare a vivere una vita dignitosa».
Emiliano Mignanelli: «Salvo casi particolari, di regola il tribunale dispone l'affido condiviso ed il collocamento presso la madre cui viene assegnata la casa coniugale. Al padre è riconosciuto il diritto di visita secondo accordi. per quanto riguarda l'aspetto economico di norma il genitore non affidatario ha l'obbligo di contribuire al loro mantenimento mensilmente secondo le esigenze e l'età, oltre al 50% delle spese straordinarie. L'obbligo di mantenimento in alcuni casi sussiste anche in favore della ex moglie. Ad ogni modo la buona gestione dei figli deve essere preminente su tutto, i coniugi anche se in rapporti di litigio tra loro, tuttavia devono sforzarsi di agire di comune accordo per quanto riguarda le decisioni sulla prole. Ciò comporta che ex coniugi possano essere tanto maturi da superare la separazione e gestire bene i figli. Nonostante le disposizioni del giudice, a volte le parti sono costrette a ricorrere al tribunale ogni volta che si verifichino ritardi nel versamento del mantenimento, per la visita ai figli o per le decisioni su scuola educazione».
Francesco Riccardi: «Occupandomi di casi di diritto di famiglia ed avendo a che fare con clienti donne e uomini, riguardo in particolare la tutela dei diritti della parte maschile in casi di separazione o crisi della convivenza in presenza di figli minori penso che sia necessaria una maggiore attenzione da parte di tutte le professionalità coinvolte alla tutela dei diritti di padre, o più precisamente del diritto del minore a frequentare il padre. Ritengo che la figura del papà non possa e non debba essere sottovalutata o relegata all'aspetto economico, all'insegna del principio della bigenitorialità e dell'affido condiviso, che sono due principi fondamentali a tutela dei minori. Alla luce della recente giurisprudenza segnalo che si stanno aprendo le porte per un affido dei figli che non solo sarà condiviso, ma anche cd. paritetico, perché il minore abbia pari opportunità di frequentare sia la mamma che il papà con tempi adeguati».
Antonella Ricci: «Molto spesso quando si parla di separazione e divorzio, si tende a pensare che la parte più debole, che di conseguenza deve essere maggiormente tutelata sia la donna. In realtà da un raffronto dei casi di cui mi sono occupata, soprattutto negli ultimi mesi, emerge che la situazione in cui vengono a trovarsi i padri- separati è davvero drammatica. Il genitore "sfrattato" non solo è costretto a reperire altra abitazione ma si trova contestualmente ad affrontare una serie di spese che riducono al di sotto del minimo vitale il proprio stipendio. Inoltre, a volte accade che le donne, rancorose nei confronti dell'ex coniuge, rifiutino di cercare un lavoro, per continuare a percepire l'assegno di mantenimento, considerato come una " rendita". Non va dimenticato che molte separazioni vedono sgretolarsi il rapporto dei figli con i papà, ho assistito a situazioni in cui le madri, anche inconsapevolmente, come per vendicarsi, strumentalizzavano i figli denigrando la figura paterna».