Riesplode l'allarme arsenico in città. Il gestore Acea Ato5, infatti, ha interrotto a scopo cautelativo l'erogazione idrica dal pozzo "Morolense", sito al km 3+500 della Sr Monti Lepini, a seguito di recenti e reiterate difformità delle analisi condotte dal Sian (Servizio igiene alimenti e nutrizione) della Asl di Frosinone. Campionamenti che sono stati effettuati il 22 novembre e replicati tre giorni fa portando a un esito preoccupante: arsenico prima a quota 20 e poi 22 microgrammi per litro, più del doppio della soglia (10) fissata dall'Organizzazione mondiale della sanità e con un tenore crescente. Una concentrazione di 20 microgrammi per litro, inoltre, è risultata dai prelievi dalla fontana pubblica nei pressi del distributore di benzina in via Anime Sante, e anche i valori di ferro hanno superato il proprio limite (200 microgrammi): 254 microgrammi il dato del pozzo e 238 quello della fontanella. Tre giorni fa il responsabile del Sian-Asl, anticipando che le analisi sarebbero state ripetute, ha informato con una breve nota l'amministrazione comunale che «i parziali esiti analitici dei nostri campionamenti del 22 novembre 2017 sulle acque in distribuzione hanno evidenziato valori non conformi di arsenico, nonostante l'esistenza in origine di un sistema di abbattimento, sin qui dimostratosi efficace». Dal maggio 2009, per l'appunto, il pozzo "Morolense" è dotato al pari dell'impianto "Fabrateria Vetus" di un sistema di filtraggio e di rimozione dello stesso arsenico, contaminante tra i più tossici in circolazione, cancerogeno e totalmente inodore e insapore.

La reazione del Comune
«Abbiamo appreso i risultati dichiara il delegato all'ambiente Savoni di analisi più volte sollecitate dall'amministrazione Caligiore agli enti preposti e ci siamo immediatamente attivati per emettere un'ordinanza sindacale per vietare l'utilizzo dell'acqua, ma il gestore idrico ci ha fatto sapere che non sarebbe stato necessario visto che avrebbe interrotto l'approvvigionamento idrico. Di conseguenza abbiamo chiesto ad Acea di procedere alle opportune verifiche, al ripristino delle condizioni di potabilità e, intanto, all'invio di autobotti nelle aree più a rischio, specie a favore delle utenze sensibili». Le zone maggiormente interessate sono centro urbano, Ponte e parte di via Anime Sante, via Pisciarello, via per Frosinone, via Marano, via San Francesco e via Gaeta. Lo scorso 13 novembre era stata già analizzata l'acqua della fontanella di via Anime Sante, riscontrando 12 microgrammi di arsenico, e in zona Cimitero si era arrivati a 15. Pertanto, è poi scattata la successiva operazione di monitoraggio e, arrivando ai giorni nostri, «l'amministrazione comunale conclude Savoni ha chiesto al gestore idrico di concordare tempi e modalità con la Asl per poter estendere quanto prima i prelievi anche in altri punti dell'acquedotto cittadino, aggiornandoci costantemente in merito a risultati e misure adottate per abbattere arsenico e ferro».

Rischi per la salute
Una prolungata esposizione a elevati livelli di arsenico per via inalatoria o attraverso l'acqua potabile può essere causa di tumori del polmone, della cute e della vescica.
Il ferro, invece, è notoriamente un elemento essenziale per gli esseri viventi, ma gli eccessi provocano forti emicranie, perdita di peso e problemi respiratori e, nei casi peggiori, intossicazioni e malattie intestinali.
A Ceccano, purtroppo, si resta ancora in tema di veleni