Sequestro di persona, violenza sessuale, percosse e minacce alla sua ex-fidanzata. Si è chiuso ieri il processo a carico di M.M., trentasettenne di Colle San Magno, accusato di aver rapito una ragazza di Roccasecca (con cui aveva intrattenuto una relazione) portandola con la forza in Francia, dove l'avrebbe costretta a subire anche reiterate violenze sessuali in uno stato di vessazioni e minacce. Almeno secondo l'impianto accusatorio. Un processo in cui sono stati coinvolti anche il fratello dell'imputato (poi venuto a mancare) e due giovani di Roccasecca che avrebbero fornito il loro appoggio al giovane assistito dall'avvocato Malafronte durante il viaggio verso Lione. Ieri M.M., chiamato a rispondere delle brutali violenze, è stato condannato in primo grado a 6 anni e 10.000 euro di provvisionale. Assolti perché il fatto non sussiste, invece, i due coimputati (oggi poco più che trentenni) che secondo le accuse avrebbero offerto un aiuto materiale alla fuga, difesi uno dall'avvocato Malafronte; l'altro dagli avvocati Paolo Marandola e Sandro Salera.

Le accuse
Le violenze si sarebbero consumate soprattutto in auto, sia ad Aquino che a Colle San Magno, figlie di un amore difficile. Poi, una volta messo in atto il rapimento, violenze ancora ad Arezzo, Lione e a Villeurbane nell'abitazione di alcuni conoscenti dietro minacce di morte. Fino a che, nell'aprile del 2010, la ragazza sarebbe riuscita finalmente a sottrarsi alla "prigionia". Accuse pesantissime, sostanziate da un racconto pieno di dettagli, fornito ai carabinieri della Compagnia di Pontecorvo dalla ragazza, una volta giunta con un escamotage in Italia. «Non ho denunciato per timore e perché non conoscevo la lingua. Avevo paura che lui potesse perdere il controllo. Non riuscivo a scappare, ma pensavo costantemente a come poter fare. Poi mi ha aiutato una connazionale. Mi ha dato una parte dei soldi, mi ha chiamato un taxi. E sono fuggita» ha raccontato la vittima in un'udienza choc ai giudici della Corte d'Assise di Cassino. Circostanze, queste, smentite fin da subito dal trentasettenne che aveva raccontato invece agli inquirenti di un viaggio d'amore assolutamente consenziente. Di una fuga senza costrizioni né violenza. Per lui l'avvocato Malafronte ha già annunciato appello.