Saranno denunciati i sei ragazzi terribili responsabili del danneggiamento che, a colpi di vernice spray nera, ha offeso, oltraggiato, ferito l'Acropoli nel pomeriggio di martedì scorso. L'inchiesta chiarirà sui rispettivi ruoli e le responsabilità. Fa un po' effetto sapere come fosse composta la "banda": hanno tutti un'età compresa tra i 14 e i 17 anni, si tratta di quattro maschi e due femmine, due persone di nazionalità egiziana, due di nazionalità albanese, una di Alatri e una di nazionalità rumena. Sono gli autori del gesto vandalico che ha interessato i muri perimetrali dell'Acropoli e diversi massi ciclopici nella zona del Pizzale: metri e metri di scritte insulse, di disegni e di insulti. Inconcepibile, inammissibile. I giovanissimi sono stati comunque individuati da alcuni presenti e passanti, che hanno segnalato quanto accaduto alla Polizia Municipale: il pronto intervento dei vigili urbani, diretti dal maggiore Dino Padovani, ha permesso di rintracciare i sei e di procedere quindi alla loro identificazione; adesso si vedrà chi ha usato materialmente le bombolette spray e chi ha assistito soltanto alle scene senza aver magari fatto nulla. Il "raid", come detto, è stato rovinoso: i ragazzi hanno anche scavalcato la ringhiera nella zona del Pizzale e hanno completato la loro triste "opera"imbrattando dei massi ciclopici. Tante le reazioni di sdegno e di sconcerto sia per le strade alatrensi, oltre ovviamente al "diluvio" di interventi di condanna che ha riempito le pagine dei social network. Oltre ai sentimenti di disapprovazione, sono riapparse le denunce sullo stato dell'Acropoli: si lamentano la scarsa illuminazione, la mancanza di controlli periodici, l'assenza di un efficiente servizio di videosorveglianza. Qualcuno ha pure ripescato l'idea di chiudere l'Acropoli con dei cancelli per evitare l'assalto dei vandali. Un dibattito rilanciato da quanto di grave è successo nella giornata di martedì. I responsabili sono stati presi stavolta, ma resta in piedi la domanda su come sia meglio proteggere il nostro patrimonio storico

Scritte ingiuriose contro l'Italia in arabo: sono apparse nella giornata odierna, probabilmente realizzate nella notte appena trascorsa, sulle maestose mura ciclopiche di Alatri, in più punti. Un vero scempio, un affronto alla millenaria storia della città ernica e a quella italiana più in generale, oltre che un danno molto serio alle mura stesse che per essere riparato - con la cancellazione delle scritte in questione - richiederà anche un aggravio economico per le casse comunali. 

Le frasi, come detto, sono in lingua araba ed offendono pesantemente l'Italia. Sull'accaduto, che ha generato grande riprovazione tra la popolazione, stanno indagando i carabinieri della locale Compagnia, tempestivamente informati del fatto. Verosimilmente, stando a quanto è trapelato, ad aver commesso lo sfregio potrebbe essere stato un gruppo di ragazzini stranieri ospiti di qualche struttura di accoglienza della città. Le indagini sono comunque in corso e a breve si potrà avere un quadro più preciso sulle responsabilità del grave episodio. 

 

di: La Redazione