Il fratello lo sospettava già da qualche tempo, almeno da quando aveva visto sul corpo del cinquantenne degli strani lividi e dei segni inequivocabili. Ma non aveva mai potuto provarlo. Così, circa un mese fa, ha deciso di far installare delle telecamere a circuito chiuso nell'appartamento in cui l'uomo viveva. E quello a cui ha assistito ieri mattina, guardandolo con i propri occhi, ha fugato ogni suo dubbio. Una storia di terribile violenza nei confronti di una persona disabile quella che arriva da Castelliri. A finire in manette Rosa Paolucci, 65 anni: i carabinieri di Isola del Liri, coordinati dal luogotenente Vincenzo Alaia, l'hanno arrestata in flagranza di reato con l'accusa di "maltrattamenti continuati in danno di persona affidata per ragioni di vigilanza e cura". La sessantacinquenne era già conosciuta alle forze dell'ordine perché censita per atti persecutori nei confronti del suo ex marito. Era lei ad occuparsi del cinquantenne, residente a Castelliri, affetto da disabilità tali da non consentirgli di essere autosufficiente. Così la famiglia dell'uomo aveva deciso di assumere una badante, che si prendesse cura di lui e lo aiutasse quotidianamente. Mai immaginando che invece di un angelo custode il cinquantenne sarebbe finito nelle mani di un'aguzzina. Ieri mattina, mentre la donna era in casa con il disabile, improvvisamente ha iniziato a maltrattarlo. Prima verbalmente, poi colpendolo all'orecchio sinistro con il manico della scopa, mentre il cinquantenne era ancora nel letto. E gli ha procurato visibili lesioni. Quindi avrebbe addirittura costretto la povera vittima a fare una doccia fredda, una sorta di tortura. La sequenza è stata ripresa dalle telecamere che il fratello dell'uomo aveva fatto installare, proprio perché da alcune settimane aveva notato sul corpo del disabile segni di percosse. Immediatamente sul posto sono arrivati il personale del 118, che ha soccorso l'uomo portandolo al pronto soccorso dell'ospedale di Sora, e i carabinieri di Isola del Liri, che hanno arrestato la sessantacinquenne. Dopo le formalità di rito, la donna è stata accompagnata nella sua abitazione in regime di arresti domiciliari.