Un voto in cambio di un paio di scarpe. È questa l'ipotesi, contenuta nella denuncia di un trentenne di Piedimonte San Germano, che ha sostanziato la richiesta del pubblico ministero Maria Beatrice Siravo di citazione diretta a giudizio nei confronti di Ida Grossi, ex candidata consigliera in una delle liste civiche che concorsero nella tornata elettorale del 2015, sfidando la lista dell'ex sindaco Nocella, che poi risultò vincitrice. Accuse pesanti e circostanziate, quelle mosse all'ex candidata, che dovrà difendersi dimostrando in aula la sua innocenza.
Nella denuncia presentata direttamente in procura dal trentenne, un disoccupato di Piedimonte - rappresentato dall'avvocato Francesco Malafronte - una ipotizzata correlazione tra il regalo di un paio di scarpe e la volontà dell'imputata di ottenere un voto: tra i due sarebbe esistito un rapporto diretto per via della conoscenza e del fatto che abitavano nello stesso stabile. Forse l'ex candidata sapeva delle forti difficoltà economiche del giovane senza un'occupazione e in una situazione di evidente indigenza. Sarà per questo che gli avrebbe regalato un paio di "Champions". Ma nella denuncia il quadro cambia.
Per il trentenne quel regalo sarebbe stato accompagnato da una ben precisa volontà, quella di ottenere «a proprio vantaggio il voto elettorale per il rinnovo dei rappresentanti dell'amministrazione comunale». Anzi, aggiunge il giovane nella denuncia, che oltre alle scarpe gli avrebbe promesso quello che forse gli serviva più del pane: un lavoro. Un quadro molto complesso, che di certo troverà la giusta sede nell'apertura del processo fissata al 4 aprile del 2018. L'ex candidata deve rispondere dell'articolo 86 Dpr 570 del 16 maggio del 1960.
Nella tornata elettorale del 2015 a conseguire il maggior numero di preferenze fu Enzo Nocella con il 41,8% di voti. Il suo governo cittadino durò, però, solo 18 mesi: a staccare la spina alla sua amministrazione ci pensarono undici consiglieri comunali su un totale di dodici: dimissioni di massa irremovibili.