Giulia sbaraglia la concorrenza per stile, prestazioni e tecnologia all'altezza della sua tradizione italiana. La settantesima edizione del premio Auto dell Anno in Nord America, indetto da Motor Trend, premia la vettura che meglio rappresenta il progresso in termini di design, eccellenza ingegneristica, sicurezza, efficienza, valore e prestazioni attese. Per scegliere l'Alfa Romeo Giulia come vincitrice del premio di Auto dell'Anno 2018, i giudici di Motor Trend hanno messo a confronto 26 modelli in 46 versioni diverse.
«L'Alfa Romeo Giulia - si legge nel comunicato - è la vettura più premiata dell'anno, reinventa il segmento delle berline di medie dimensioni grazie all'incomparabile tradizione artigianale italiana, prestazioni al vertice della categoria, tecnologia all'avanguardia e una vera e propria passione per la guida».
La rivista specializzata Motor Trend ha nominato l'Alfa Romeo Giulia Auto dell'Anno 2018, perché è portatrice di un valore eccezionale, per la superiorità nella sua categoria e per l'impatto sul panorama automobilistico.
«Il premio di Auto dell'Anno da parte di Motor Trend - ha detto Reid Bigland, responsabile del brand Alfa Romeo - è un riconoscimento all'intensità del lavoro, alla dedizione e alla passione che sono stati alla base dello sviluppo di tutta la gamma Giulia, compresa la versione da record Giulia Quadrifoglio. È un modello che ha rivoluzionato il segmento e rende omaggio alla tradizione storica del marchio e al suo Dna da corsa. È per noi un onore essere il primo marchio italiano a ricevere questo prestigioso riconoscimento e siamo entusiasti del futuro che si prospetta per Alfa Romeo qui in Nord America e nel resto del mondo».

Le ombre
La notizia della premiazione dell'Alfa Giulia prodotta a Piedimonte San Germano non fa però dimenticare il difficile periodo che sta attraversando la fabbrica ai piedi dell'Abbazia. Oggi ad intervenire sulla questione è il sindacato di base Asla Cobas, che argomenta: «C'è bisogno di un tavolo nazionale con il governo per decidere le politiche di investimento e industriali nell'automotive che è attraversato da una vera e propria rivoluzione. Siamo pronti a verificare la concretezza delle proposte della Regione Lazio per sostenere gli oltre mille lavoratori somministrati di Fca e dell'indotto dello stabilimento di Cassino.
La situazione di crisi dello stabilimento di Cassino - afferma Luigi Perduti della segreteria nazionale - non riguarda solo le lavoratrici e i lavoratori buttati fuori e lasciati senza tutele. L'azienda ha anche comunicato che ci saranno 8 giorni di fermo della produzione, e in più utilizzeranno i permessi o il recupero produttivo senza le maggiorazioni dello straordinario. Fca continua a far pagare le sue scelte ai lavoratori, è opportuno fare chiarezza sulle prospettive produttive e occupazionali di tutto il settore automotive». Per la stabilità del parco occupazionale bassomolisano occorrerà monitorare attentamente quello che avviene anche nelle carrozzerie che equipaggiano motori e cambi prodotti a Termoli».