È anche l'urbanistica che agevola gli smerci di stupefacenti a Cassino. Aggregati urbani dove vivono e convivono famiglie rispettabili con "capibastone" della roba. Affari illeciti in aree dove gli insediamenti ricalcano il modello pre-bellico - come la zona San Silvestro - oppure rappresentano progettazioni postume. La regina del mercato, la cocaina, non viene smerciata quasi più nella piazza-salotto o alle spalle del Comune: la delicatezza degli arrivi, il prezzo della roba e il successivo piazzamento impongono modelli più sofisticati. E neppure tutti i gruppi che popolano il mercato la trattano. Per trovare le dosi è necessario spostarsi dalla cerchia urbana, ormai sotto assedio. Ecco allora che aree come San Silvestro- Monte Maggio o San Bartolomeo, con vie che tagliano e sfuggono, rappresentano roccaforti più sicure. Gli ultimi sequestri della polizia sono avvenuti proprio in quelle zone. A San Silvestro, immersa nella vegetazione che la sovrasta, gli agenti del commissariato trovarono- poche settimane fa -una busta bianca con 300 grammi di hashish e 87 grammi di cocaina purissima. Altra venne rinvenuta sotto un ponte. Un blitz, quella sera, che svelò uno spaccato di quel "piccolo mondo" dove, per gli inquirenti, si è impiantato un circuito della droga, con tanto di vedette proprio tra la vegetazione. Gli avvisi corrono su whatsapp mentre in alcuni punti si contrattano quantitativi e prezzi. La roba viene lasciata per terra, sotto le auto o in determinati appartamenti. Proprio venerdì sera, gli stessi agenti agli ordini del dottor Alessandro Tocco hanno fermato un uomo di 44 anni che aveva appena fatto rifornimento e teneva in tasca qualche dose di cocaina. Alla vista degli agenti che gli hanno intimato di fermarsi, si è dato alla fuga, attraversando ripetutamente la strada e ponendo in pericolo la propria incolumità e quella degli operanti, nonché degli automobilisti in transito. Quando sono riusciti a raggiungerlo, ogni tentativo di ricondurlo alla calma è stato vano. Il cassinate ha opposto resistenza ai poliziotti che tentavano di perquisirlo, inveendo contro di loro con frasi minacciose, tanto da costringerli a chiedere ulteriori rinforzi. È stato arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale e segnalato al prefetto per detenzione a uso personale di droga. Il giudice ha stabilito 4 mesi di reclusione, convalidando la misura, pena sospesa. A San Bartolomeo, qualche mese fa, vennero trovate dosi di cocaina nascoste nelle intercapedini di un condominio: il sistema era simile a quello di Scampia con messaggistica istantanea per concordare luogo, ora e dosi. Soldi lasciati in un punto del condominio Cassino e roba da recuperare un piano più sopra, in un altro nascondiglio. In questo scenario, i prezzi della coca lievitano: sul mercato, 0.20 grammi costano circa 25-30 euro, per un grammo servono tra i 110 e i 130 euro. In aree, come il Colosseo, si può trovare più facilmente l'eroina mentre l'hashish - di così largo consumo - è dappertutto. Zona "casse rosse" inclusa. Ma i grossi quantitativi, insieme alla marijuana, vengono portati in piazza Labriola e alle spalle del Comune soprattutto nel weekend dove la richiesta supera ogni immaginazione. E dove si innesca una guerra con le "guardie" tutte le settimane: anche lì l'occhio lungo delle vedette è mescolato tra la folla di giovani che raggiungono Cassino per divertirsi in compagnia. Tengono sotto tiro i nascondigli e avvisano in caso di controlli. Il business è inquantificabile: un'altra industria, come quella delle case hot, che decide e lavora nel "sottosuolo" e che prova a emergere il meno possibile. Anche la rissa di sabato scorso in piazza Labriola è apparsa più come uno svarione che il frutto di una strategia ben precisa, come accadeva prima dell'operazione "La Storia Infinita". In quattro a picchiarsi, come raccontano testimoni e telecamere. La polizia indaga su questo come su tutte le realtà che fanno capo all'azienda dello spaccio, dove - come è emerso dalle ultime inchieste - ne escono fuori stipendi d'oro per intere famiglie e affiliati.