Droga tra i banchi di scuola: entro fine dicembre la polizia avrà ispezionato tutte quelle di Frosinone e prima di marzo anche le altre della provincia. Un'azione di contrasto, quella allo spaccio di stupefacenti, che deve partire dalla «lotta alla domanda» e indebolire gli affari attraverso l'attività preventiva tra minorenni.
Ne è convinto il dirigente della Squadra Volanti della Questura di Frosinone, Flavio Genovesi, da quattro mesi in servizio negli uffici di via Vado del Tufo e già molto concentrato sulla repressione dei reati legati al mondo della droga. Soprattutto quando entra in contatto con il mondo, complicato e delicato, dei ragazzini.

Cani e poliziotti nelle scuole: c'è da preoccuparsi?
«Le scuole sono i "vivai" dove si coltivano gli uomini e le donne di domani. Quelle in cui la formazione va di pari passo con la crescita ma anche con la conoscenza di realtà difficili e complesse, a volte illegali, come la droga. Da questi luoghi deve partire un'azione sinergica e congiunta tra istituzioni e docenti, affinché i genitori dei ragazzi siano tranquilli del posto in cui i loro figli studiano».

Quali istituti ha ispezionato finora?
«Ragioneria-Geometri, Liceo scientifico, Itis, Liceo artistico, Ipsia, Odontoiatrico e preso accordi preventivi con Liceo classico e Istituto professionale. E qualche giorno fa quello di Veroli».

Che situazioni ha riscontrato?
«Non c'è stata una scuola in cui le unità cinofile non abbiano trovato dosi di stupefacenti».

Di che tipo?
«Hashish e marijuana soprattutto. Una media di 10-15 grammi in ciascun istituto».

Droghe più pesanti?
«In qualche caso residui di cocaina, crack e materiale per il confezionamento di droghe pesanti».

Avete preso provvedimenti nei confronti degli studenti?
«No, al momento nessuno. In ogni caso non lo farei in presenza di professori e compagni. Questa è un'azione preventiva: quella repressiva, nel caso, sarà effettuata all'esterno della scuola».

E con quali modalità?
«Esperienza e conoscenza delle tipologie di spacciatori e assuntori ci permettono di individuare, anche in un gruppo, in una classe, quali siano i soggetti da attenzionare. Poi indagini, osservazioni, pedinamenti e perquisizioni fanno il resto. Noi vogliamo dare il segnale della nostra presenza ma deputiamo docenti e famiglie a intervenire, quando entriamo per la prima volta. In seconda battuta "improvviseremo" la visita».

Ci sono tipologie di scuole in cui c'è un maggiore consumo di droga?
«No. E ne approfitto per sfatare il mito secondo cui ci sono istituti frequentati da figli di gente di basso ceto, delinquenti e altri che, invece, accolgono rampolli di famiglie perbene: come a dire che nelle prime gira droga e nelle seconde no. Abbiamo trovato stupefacenti in tutte le scuole».

Maschi, femmine, età: c'è un consumatore minorenne tipo?
«Direi che tra sessi non c'è differenza. Quanto all'età, la media è tra i 16 e i 17 anni».

Azione prodromica, dunque, più che contrasto allo spaccio: è più importante stroncare i consumatori e, di conseguenza, gli affari degli spacciatori?
«Esattamente. Il mio obiettivo fondamentale è la lotta alla domanda delle sostanze stupefacenti. Se la Squadra Mobile sta contrastando l'offerta con operazioni vaste e difficili, che riescono a portare in carcere la "prima fila" degli spacciatori, ci saranno subito gli eredi pronti a sostituirli. Noi, della Squadra Volanti, abbiamo il dovere di combattere la domanda. E per questo stiamo creando anche un database di tutti i consumatori di Frosinone. Una sorta di censimento, anche e soprattutto attraverso i controlli delle piazze di spaccio. E colgo l'occasione anche per sottolineare la grande e proficua collaborazione tra le due squadre: la mia e quella diretta dal dottor Carlo Bianchi. E poi mi lasci ringraziare il questore Filippo Santarelli per la fiducia e la stima dimostrate nei miei confronti».

A Frosinone di droga ne gira così tanta?
«Le rispondo svelandole un mio desiderio: quello di svegliarmi una mattina e non avere più la sensazione di trovarmi a… Courmayeur!».