Cani da caccia uccisi da bocconi avvelenati. Uno morto e uno ancora disperso, si tratta di due esemplari che facevano parte della squadra di caccia "Le Aquile", che in questo fine settimana si era recata per una battuta venatoria nel territorio di Guarcino con numerosi propri appassionati.
Un fatto gravissimo e increscioso,che è stato scoperto quando i cacciatori hanno notato che uno dei cani era morto dopo aver ingerito una polpetta-esca.
Il cane era scomparso sabato poi ieri è stato ritrovato senza vita. Nel frattempo di un altro cane si sono perse le tracce con la squadra di caccia che ha proseguito le ricerche per molte ore. Questo è quanto accaduto ieri mattina a Guarcino, ma il timore è che nella zona potrebbero essere numerose le esche lasciate per uccidere.
Tanto che altri cani, questa volta di privati avrebbero perso la vita. Un gesto vile e da censura fatto da persone senza dignità. Ovviamente sotto choc i membri della squadra "Le Aquile". "Si spera che vengano trovati i responsabili",  questo il loro augurio. Intanto saputa la notizia duro il commento del sindacato venatorio della Regione Lazio, che con Fabrizio Sabellico "esprime tutta la solidarietà alla squadra  "Le Aquile" per il vile gesto da parte di ignoti che hanno depositato "bocconi avvelenati" (polpette di pane e carne fresca). La zona del fatto e dei ritrovamenti è quella nella frazione Torrita a Guarcino prosegue Sabellico dove da giorni si sta verificando una moria di cani e gatti a causa di questi bocconcini avvelenati.Come sindacato siamo indignati e senza parole per i fatti accaduti.Nonostante i vari appelli verbali e tentativi fatti negli annida parte del sottoscritto, in qualità di responsabile provinciale, di istituire distretti di gestione della caccia al cinghiale che rispondessero il più possibile alle esigenze degli agricoltori, dei cacciatori,compresa la sicurezza stradale,visto l'aumento sproporzionato della specie, i responsabili delle associazioni venatorie, degli Atc e della Regione hanno indirizzatola gestione più alla cura delle loro conoscenze e delle richieste dei cacciatori del territorio, anzichè alla effettiva gestione della specie.Questo il dubbio e le ragioni di tanti cacciatori espresso a nome del sindacato. Intanto si fa un appello ai proprietari dei fedeli amici a quattro zampe e degli animali da cortile in genere di prestare la massima attenzione».
Il proprietario del cane ha sporto denuncia ai carabinieri.