Un nuovo terremoto scuote lo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano. Dopo il contratto non riconfermato a 532 degli 832 interinali, adesso arriva un lungo stop per tutti i 4.600 lavoratori: buste paga decurtate sotto l'albero delle tute rosse dell'Alfa Romeo. Ieri pomeriggio, infatti, la dirigenza aziendale ha convocato le Rsa di stabilimento e ha annunciato che i giorni 24 e 27 novembre e ancora 4, 11, 22, 27, 28 e 29 dicembre ci sarà il fermo produttivo. «Quattro di queste giornate - ha detto l'azienda - verranno recuperate entro i primi sei mesi del 2018, con sabati lavorativi e con la maggiorazione di 20 euro lorde».
Una decisione che immediatamente ha avuto, a pioggia, ricadute sulle fabbriche dell'indotto.

Il mercato ancora in calo in Cina e l'ultimo mese del 2016 per le immatricolazioni entro l'anno, dunque, non permettono a Fca di andare verso la ripresa e questo fa temere che il 31 gennaio possano essere mandati a casa anche i 300 interinali che sono stati confermati a ottobre. Una nuova batosta per i sindacati che incassano il colpo con sempre maggiore scetticismo. A tuonare contro la decisione dell'azienda è il segretario della Fiom Donato Gatti che argomenta: «Siamo pronti a verificare la concretezza delle proposte della Regione Lazio per sostenere gli oltre mille lavoratori somministrati di Fca e dell'indotto dello stabilimento di Cassino. Speriamo che la riflessione fatta dopo il confronto con le rappresentanze sindacali abbia portato la Giunta Zingaretti a smuoversi. Come Fiom, Cgil abbiamo fatto proposte concrete per dare sostegno economico ma soprattutto prospettive occupazionali per i lavoratori. L'azienda ha anche comunicato che ci saranno 8 giorni di fermo della produzione e in più utilizzeranno i permessi o il recupero produttivo senza le maggiorazioni dello straordinario. Fca continua a far pagare le sue scelte ai lavoratori, è opportuno fare chiarezza sulle prospettive produttive e occupazionali di tutto il settore automotive».