Caso Capirchio: la svolta. Padre e figlio indagati per omicidio e occultamento di cadavere. Ispezionati diversi pozzi alla ricerca del corpo. Sono gli sviluppi delle ultime ore. Da semplici sospettati, i due sono ufficialmente indagati. Ma il cerchio è destinato ad allargarsi: presto altri indagati potrebbero aggiungersi alla lista. Secondo il comando provinciale dei carabinieri, diretto dal colonnello Fabio Cagnazzo, non avrebbero fatto tutto da soli. Più persone sarebbero coinvolte nel delitto. Si dà la caccia a una vera e propria "banda" di assassini: quella del Monte Calvo. Tredici ore di stringente interrogatorio nella caserma del comando di Frosinone. Di fronte agli inquirenti lui, il neo maggiorenne di Vallecorsa, da ieri ufficialmente indagato insieme al padre, di cinquant'anni, per la scomparsa di Armando Capirchio. Il sangue rinvenuto sulle pietre è umano. La conferma da parte dei Ris è arrivata ieri. Domani vi sarà un nuovo sopralluogo investigativo.

Intanto nelle ultime ore sono stati ispezionati diversi pozzi della zona. Il cadavere del pastore potrebbe essere stato gettato proprio lì. Sequestrate ai danni di padre e figlio, che sono assistiti dall'avvocato Giampiero Vellucci, cinque paia di scarpe, cinque indumenti, i telefoni cellulari e un fucile. Sono ore febbrili in cui la macchina investigativa si muove a tempo di record. Dopo gli ultimi sviluppi, la svolta dovrebbe essere vicina. Siamo a un punto cruciale delle indagini. Sono state perquisite almeno un altro paio di abitazioni. Sotto la lente dei sospettati un numero ancora non definito di persone, che tra poche ore potrebbero ritrovarsi anch'esse indagate. Finora le ricerche del cadavere si sono rivelate infruttuose. Anche i droni dei vigili del fuoco, messi in campo nei giorni scorsi, non sono riusciti a far rinvenire tracce di un corpo. Il sangue umano trovato sulle pietre potrebbe essere stato conseguenza di una colluttazione tra l'uomo e i suoi assassini.

Colluttazione avvenuta forse proprio per confini territoriali e per quei cavalli, che Capirchio ogni giorno faceva pascolare sul Calvo. Un delitto tutto nostrano, consumato tra pastori. Questa l'ipotesi più accreditata. La cosiddetta "guerra tra poveri", per un metro di terreno in più, per qualche cavallo in meno. Gli interrogatori proseguono a tutto campo. Gli inquirenti stanno ascoltando molti vicini. In questi giorni si è cercato di ricostruire la giornata del pastore e quella dei suoi presunti assassini, dalla mattina fino al momento della perdita delle tracce di Armando. Gli ultimi sviluppi fanno rabbrividire un paese devoto e da almeno cinquant'anni estraneo a delitti efferati e violenti come questo.