Tracce di sangue su alcune pietre. Sono state trovate lungo il sentiero che Armando Capirchio, 59 anni, il pastore di cui non si hanno notizie dallo scorso 24 ottobre, faceva quotidianamente per portare i suoi cavalli al pascolo, su monte Calvo. Intanto gli investigatori continuano ad ascoltare persone del posto. Molti anche i nomi nuovi, anche se i maggiori sospetti cadono soprattutto su padre e figlio, di 50 e 20 anni. Entrambi si sono affidati alla difesa legale dell'avvocato Giampiero Vellucci. Ma non risultano indagati. Soltanto sospettati. La loro abitazione è stata perquisita giovedì e venerdì. Gli investigatori hanno prelevato un fucile da caccia regolarmente detenuto, telefonini e i vestiti per essere analizzati (alla ricerca di tracce di Dna).
Anche i droni dei vigili del fuoco sono pronti a sorvolare di nuovo la zona da dove, ormai da due settimane, Armando è scomparso. La pista dell'omicidio resta quella più attendibile. Dalla procura e dal comando provinciale vige il massimo riserbo. Quello che si cerca, ormai, è un corpo. E le ricerche, soprattutto per trovare elementi che possano far capire cosa sia accaduto quella mattina di fine ottobre, proseguono. Tracce di sangue sarebbero state trovate su alcune pietre. Sangue, forse, a seguito di una colluttazione. Ma saranno gli accertamenti degli inquirenti, molto probabilmente anche con l'aiuto del Ris, a chiarire ogni dubbio.
Il cerchio si sta stringendo. Ed è quello che sperano anche molti compaesani di Armando. Chiedono la verità anche e soprattutto per la famiglia del pastore, che da due settimane, ormai, non ha notizie del cinquantanovenne. Le indagini proseguono e anche nelle ultime ore sono state ascoltate tantissime persone. «Speriamo che la verità venga fuori - sottolinea un anziano del posto - e che gli investigatori facciano luce su quanto accaduto al nostro caro Armando di cui non si hanno notizie da troppi, purtroppo, giorni».