L'ambasciata polacca dice No alla possibile declassificazione del tratto di strada vicinale, detta via di Albaneta, che porta ai monumenti eretti in memoria dei soldati polacchi e scrive al sindaco. L'imprenditore Daniele Miri, poco fa, risponde indirettamente e ritira la richiesta. Ma si toglie pure qualche sassolino dalle scarpe. "Vista la grande disinformazione che è circolata nei giorni scorsi, se non la mancanza dell'amministrazione comunale di voler chiarire la motivazione della richiesta di de-classificazione parziale pervenuta, ho deciso di chiedere il ritiro e sospensione temporanea immediata della domanda di cui è prevista Commissione di giunta domani (lunedì 6 novembre, ndr). Per ora non sono più disponibile a perseguire la richiesta oltre all'accollo della responsabilità necessaria nel tratto indicato, se non dopo aver avuto modo di chiarire ogni dubbio circolante". 
Poi rincara la dose: "Non sono persona abituata a perdere il mio tempo e divenire bersaglio di chi seppur con sterili e faziose polemiche ha appositamente creato disinformazione nei cittadini, con false notizie, distorcendo come in altre occasioni la realtà dei fatti". E ancora: "Esigo anche che il sindaco di Cassino chiarisca in maniera definitiva, non avendolo fatto fino ad oggi, che tutti i percorsi che conducono ai monumenti polacchi non sono tramite la Strada Vicinale Albaneta oggetto della domanda di de-classificazione parziale e che le strade in uso per il raggiungimento del carro armato e della croce, sono da sempre tutte di proprietà privata e che potrei in qualsiasi momento chiudere e/o regolamentare tali accessi come previsto da legge, posizionando un cancello a solo 200 metri dal tratto di cui si richiedeva la de-classificazione. Al contrario, l'aver sempre mostrato rispetto e comprensione per la collettività, lasciando l'area sempre fruibile, paradossalmente crea comunque polemiche di basso livello come nei giorni scorsi che furbescamente hanno tentato di far credere che la strada oggetto di de-classificazione sia il percorso utile per raggiungere i monumenti Polacchi e che tale de-classificazione lo avrebbe quindi impedito. Per puntualizzare ricordo che la richiesta di de-classificazione, tra l'altro anche indicato nella sentenza del Tar come possibile opzione futura, era preceduta da una lunga premessa ove dichiaravo che il mio interesse è creare un progetto di valorizzazione per la collettività con fruizione pubblica dell'area. La de-classificazione era utile ai fini di responsabilità e manutenzione omogenea dei tratti e per non voler gravare la cittadinanza di tale spesa.

Pertanto le dicerie provenienti dai soliti detrattori sono false e volte solamente ad avvicinare le persone al loro messaggio di protesta basato sulla menzogna e per creare inimicizie con il popolo e autorità Polacche che si vedono arrivare messaggi allarmanti circa la chiusura dei loro monumenti, motivo per il quale ho già tranquillizzato il console Polacco". 
Nelle conclusioni, di mira c'è di nuovo il primo cittadino: "Resto in attesa dell'intervento chiarificatore immediato del sindaco, che esigo quale cittadino e imprenditore di Cassino, oltre che rimarcare che sino a totale chiarimento della vicenda non intendo svincolare la sospensione della richiesta di de-classificazione con conseguente accollo della responsabilità riguardo il tratto stradale in oggetto, per cui di conseguenza mi riservo di chiedere delucidazioni all'ente comunale".

C'è in ballo una possibile declassificazione del tratto di strada vicinale, detta via di Albaneta, che porta ai monumenti eretti in memoria dei soldati polacchi che persero la vita nella cruenta battaglia di Montecassino. Basta la notizia e l'Ambasciata di Polonia a Roma indirizza alle autorità del Comune di Cassino una lettera in cui esprime una "profonda preoccupazione per l'eventuale privatizzazione della suddetta strada" che verrà valutata in sede della commissione consiliare domani, lunedì 6 novembre. E tornano a riaccendersi i riflettori su quei luoghi storici intorno alla millenaria abbazia eretta da San Benedetto.
Nella sua nota l'Ambasciata sottolinea "quanto il terreno sul quale sorgono detti monumenti, inscindibilmente connesso al Cimitero Militare Polacco, sia caro al popolo polacco, perché ricorda il sacrificio di migliaia di soldati che offrirono la loro vita per la libertà nostra e vostra. Esso è particolarmente significativo anche perché è simbolo, oltre che della Memoria condivisa delle nostre Nazioni, anche delle strette relazioni e della grande vicinanza tra l'Italia e la Polonia. L'importanza del gesto di quegli uomini viene fortemente sentita anche dagli italiani ed è riconosciuta dalle autorità italiane: infatti, ai sensi della decisione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo nel 2016, all'area di Albaneta è stato conferito lo status di luogo di interesse culturale con contestuale invito ai Sindaci dei comuni di competenza a vigilare affinché non vengano intraprese iniziative pregiudicanti la salvaguardia dell'area stessa.
La rappresentanza diplomatica polacca fa quindi notare che l'accoglimento della domanda di declassificazione della strada non solo sembrerebbe in contrasto con tale decisione del Ministero, ma potrebbe comportare delle limitazioni d`accesso anche ai monumenti, tanto cari al cuore della nazione polacca, menzionati fra l'altro nell'Accordo tra il governo della Repubblica Italiana e il governo della Repubblica di Polonia sulle sepolture di guerra, firmato a Roma il 30 marzo 2012".

di: Katia Valente