Fiume Sacco, ulteriore conferma della presenza di sostanze altamente pericolose per la salute umana. Lo scorso 12 settembre, intervenuto sulle sponde del fiume Sacco per constatare la moria di pesci segnalata dalle Gav del comandante Pirazzi, Antonio Corsi allertò immediatamente i carabinieri di Anagni che a loro volta determinarono l'arrivo dei tecnici di Arpa Lazio Frosinone. Una quantità di pesci era rimasta nella griglia che monda l'acqua prima dell'immissione nella centrale idroelettrica, e numerosi esemplari galleggiavano sulla superficie ai piedi della cascata di competenza dei comuni di Anagni e Sgurgola.

Il sindaco di Sgurgola interessò lo stesso Ministro della salute, che rispose personalmente ad Antonio Corsi attivando gli uffici e le procedure del caso. Nei giorni scorsi sono stati recapitati ad Antonio Corsi i risultati delle analisi di laboratorio effettuate sui campioni prelevati, specificatamente "Campione prelevato nel punto subito a monte della centrale idroelettrica". I risultati «che purtroppo non sorprendono» come amaramente ammesso da Corsi, danno un quadro sconcertante della situazione, e «rafforzano il convincimento che occorra lottare con la massima energia sia contro gli inquinatori, sia a favore dell'ospedale di Anagni». La nota tecnica a margine delle analisi: "Trattasi di acque con caratteristiche non riconducibili a quelle proprie delle acque naturali per la presenza di cloroformio, piombo e pesticidi totali (esaclorocicloesano) nonché per le elevate concentrazioni di Cod, solidi sospesi totali, alluminio e la presenza di indicatori di contaminazione fecali (E. coli)". Una situazione drammatica, che purtroppo si tarda ad affrontare.