Avvocato messo alla berlina su uno dei social più utilizzati: Facebook. E neppure da un cliente deluso, per una causa andata male. Due conoscenti del Professionista, stando alle accuse, gli avrebbero "dedicato" frasi in grado di ledere la sua sensibilità e la sua morale, tanto da beccarsi una bella denuncia. In base ad alcune prime informazioni trapelate a margine dell'attività di riscontro da parte degli uomini del vice questore Tocco, il quarantanovenne e il trentatreenne di Cassino avrebbero toccato la sfera privata del legale, quella sentimentale.
Tanto che, ancor più se si fosse trattato di una questione professionale, l'avvocato avrebbe reagito con prontezza, sporgendo denuncia nei confronti dei conoscenti dalla "penna telematica" appuntita. Sono state le indagini degli agenti del Commissariato di Cassino a permettere di raccogliere tutti gli elementi che hanno sostanziato la denuncia per diffamazione.
«Postare un commento offensivo sulla bacheca di Facebook della persona offesa integra il reato di diffamazione a mezzo stampa» sostiene la Corte di Cassazione, che con la sentenza 24431/2015 ha stabilito che «inserire un commento su una bacheca di un social network significa dare al suddetto messaggio una diffusione che potenzialmente ha la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, sicché, laddove questo sia offensivo, deve ritenersi integrata la fattispecie aggravata del reato di diffamazione».