Emergenza idrica senza fine. Continua a non piovere. Anche se la calura estiva è solo un ricordo, l'acqua scarseggia. Le sorgenti sono ai minimi storici e ciò crea problemi non solo alle famiglie, visto che l'Acea Ato5 è costretta a piani di turnazione per garantire la massima erogazione, ma anche ad allevatori, agricoltori e, non ultimo, ai consorzi di bonifica.
Il gestore del servizio idrico lo ha detto a chiare lettere. «Se dovesse persistere la scarsità di precipitazioni - è una nota di Acea Ato5 - il periodo di maggior sofferenza dal punto di vista della disponibilità della risorsa, ricadrà tra dicembre e gennaio prossimi». Purtroppo le piogge, anche intense, di settembre non sono servite a rimpinguare le sorgenti, le cui portate, in taluni casi, sono ai minimi, soprattutto al Sud e sulla dorsale di montagna. Per fronteggiare la situazione - di cui, precisa il gestore, Acea non è responsabile - sono in atto dei piani di turnazione per ridurre gli impatti negativi sulla popolazione. Massiccio anche l'utilizzo delle autobotti.
L'allarme arriva anche dai consorzi di bonifica. La siccità sta comportando raccolte dei prodotti stagionali ridotte al minimo tanto che le colture per arrivare a maturazione richiedono ancora adesso irrigazione di soccorso, con aggravi di spesa sulla bolletta energetica delle aziende e un dispendio economico maggiore per i consorzi. «Negli ultimi 7 anni - rileva Luciana Selmi, presidente di Anbi Lazio - le disponibilità idriche sono dimezzate. L'emergenza è ancora attuale. Pensiamo già all'anno prossimo. Temiamo che difficilmente arriveremo alla prossima estate con disponibilità idriche sufficienti a garantire la regolarità del servizio irriguo vitale per le coltivazioni. Ecco perché sollecitiamo la rapida conclusione delle procedure di valutazione dei progetti presentati per accedere alle risorse finanziarie del piano irriguo nazionale. Chiediamo alla Regione Lazio di sostenere la nostra istanza perché gli interventi per i quali abbiamo richiesto il finanziamento, in caso di approvazione, siano subito esecutivi». Natalino Corbo, direttore di Anbi Lazio, aggiunge che «grazie ai lavori di miglioramento programmati potremmo in pochi mesi elevare gli standard di funzionalità ed efficienza della rete irrigua gestita dai consorzi. È necessario sviluppare attività di manutenzione sulla rete per conseguire risparmi di risorsa idrica, incentivare il recupero e il riciclaggio delle acque reflue».
«A fronte del mutamento strutturale del clima - conclude Selmi - dobbiamo attrezzarci per raccogliere l'acqua nei periodi più piovosi per distribuirla nei mesi siccitosi. Stiamo affrontando gli effetti di una emergenza già costata agli agricoltori, soci dei consorzi di bonifica del Lazio, perdite di prodotto e di reddito per oltre 200 milioni di euro».