Dal "fortino" urbano esce droga ed entrano migliaia di euro. Zona strategica, quella nell'area San Silvestro, dal doppio volto: isolata ma attaccata al centro, piccola ma ben collegata, in città ma sovrastata dal monte. Una location ideale per impiantare un circuito della droga, dove bisogna sfrecciare e rallentare in base alla tipologia di percorso. Uno spaccato di questo mondo lo hanno reso pubblico gli investigatori che, giovedì sera, hanno sequestrato quasi mezzo chilo di roba grazie a un lavoro di intelligence e di squadra non indifferente dove si è giocato a carte coperte: invisibili i pusher e le vedette, invisibili pure i poliziotti. Con un finale dove lo scacco matto è stato delle guardie sui malviventi. E tutto quello che si vede a occhio nudo nasconde meandri insondabili alla gente comune. Al centro una piazzetta che assomiglia a un borgo d'altri tempi, dove i colori pastello dei palazzi si illuminano al tramonto, con vie che salgono e ridiscendono. Ideali. In un ambiente simile, per gli inquirenti, avvengono gli smerci. Lì come nei dintorni.

La strategia e gli sviluppi
L'altro ieri le volanti e il gruppo cinofili arrivano in zona nel pomeriggio a caccia del carico di stupefacenti per il weekend. In borghese e in divisa si spargono nel quartiere e avviano perlustrazioni. Sotto a un ponte il primo ritrovamento importante: un barattolo con all'interno cocaina. Lì vicino, tra gli anfratti, i bilancini. Si sale e si scende, in un ambiente dove convivono palazzi e salite montuose. Arrivano dove la vegetazione è alta e spuntano ruderi. Il cane Yago punta una vecchia scala in cemento e trova una busta bianco con all'interno un carico di droga e bilancini. Tutti si guardano in faccia: ispettore e agenti ragionano. In silenzio. Decidono di lasciare lì il malloppo. E fanno finta di andare via senza nulla tra le mani. In realtà si spargono ancora sul territorio e tengono sotto controllo ogni movimento tra via Toricella e Montemaggio. Notato tutt'intorno pure un sistema di vedette, lungo le strade e sul monte sovrastante. Il tempo passa e quando la situazione appare davvero "tranquilla" un giovane di 26 anni si muove verso il "nascondiglio" per recuperare la roba. A quel punto, il gioco è fatto. Prova a fuggire ma viene bloccato e arrestato dagli uomini del dottor Alessandro Tocco. In quella busta bianca ci sono 3 panetti di hashish, da 300 grammi, oltre a 87 grammi di cocaina purissima, e bilancini. Per la polizia il sistema di smercio è rodato: le vedette controllano l'arrivo delle auto dei clienti e, soprattutto, quelle delle forze dell'ordine; gli avvisi corrono su whatsapp mentre in alcuni punti dell'area si contrattano quantitativi e prezzi e, poi, si liquida. La roba viene lasciata per terra o sotto le auto. Mentre il deposito è tra i ruderi, immerso nel verde "abbandonato", lontano dalle case e dalle persone. E, intanto, trascorre un altro weekend dove la "roba" scarseggia e i prezzi lievitano.